Civitavecchia, Grasso: "Enel, il paradosso di Cozzolino" • Terzo Binario News

Civitavecchia, Grasso: “Enel, il paradosso di Cozzolino”

Ott 4, 2014 | Civitavecchia, Politica

grasso2Quanto accaduto lunedì in consiglio comunale è paradossale: Cozzolino dice di non voler fare accordi con Enel per non avere ‘corrispettivi’ da dover dare alla spa elettrica, come se non bastasse la presenza della centrale, e poi lega mani e piedi il destino della sua amministrazione ad un probabile ricorso della stessa Enel sul canone patrimoniale istituito retroattivamente”.

Lo dichiara il capogruppo della Svolta Massimiliano Grasso che poi spiega: “La possibilità di introdurre nuovi canoni dal primo gennaio 2014 era ammessa per i comuni che al 30 settembre non avessero ancora approvato il bilancio preventivo. Ma non è il nostro caso, quindi il canone può essere istituito, ma dal 2015. Questo significa che se Enel o chiunque altro dovesse impugnare la delibera e farla annullare, verrebbe a mancare quasi un milione e mezzo di euro di entrate previste, determinando un disavanzo e il successivo commissariamento della gestione dei conti comunali. Mi sembra assurdo, quando quello stesso canone potrebbe costituire uno dei punti dell’accordo con Enel, alla quale oggi viene consentito di “risparmiare” 10 milioni l’anno”.

“Infine – conclude Grasso – staremo a vedere chi pagherà questi canoni per l’acqua potabile e come saranno calcolati: il Sindaco ha assicurato che non saranno i privati a pagare, come avverrebbe ad esempio a San Gordiano, ma verba volant, scripta manent: avendo respinto l’emendamento della minoranza che voleva far cancellare le condotte di acqua potabile dal regolamento, varrà quel che è scritto, non quanto è stato solo detto a voce nel dibattito.

Così come per la detrazione dalla Tosap per evitare la duplicazione dei due balzelli, il principio è enunciato nelle premesse del provvedimento, ma nel deliberato si perde traccia di ogni detrazione, come tra qualche giorno rischiano di accorgersi direttamente i destinatari del canone che forse non a caso in fin dei conti in quasi vent’anni ha trovato una applicazione molto limitata in Italia”.