“È verità universalmente riconosciuta che un uomo single in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie“. Inizia così il mio libro preferito, il tanto amato Orgoglio e Pregiuzio della Austen. Il pilastro dei romanzi rosa, di intrecci amorosi così avanti già agli inizi dell’800 da trovarsi ad essere attuale ancora oggi.
Immaginiamo di sostituire le lettere di Mr Darcy ( uomo da una rendita da 10.000 sterline annue, non chiacchere) con le email di un giovane imprenditore moderno; mettiamo al posto della cara Elizabeth, una giovane affascinante e piena di intelletto. Facciamo nutrire alla moderna Elizabeth il pregiudizio verso le email dell’imprenditore (perchè non si sa mai chi possa nascondersi dietro un indirizzo email), e facciamo un bel happy ending finale. Che cosa cambierebbe? La risposta è: nulla.
Ma a me, che le convenzioni stanno un po’ strette, e sono certa che stiano strette anche alla Austen, il fatto che Mr Darcy debba per forza innamorarsi della perfetta Elizabeth non va giù. La mia cara Jane è stata obbligata e forzata, ma io voglio immaginarmela oggi, davanti ad un pc, a riscrivere l’incipit e dire: “È verità universalmente riconosciuta che una donna single in possesso di un solido patrimonio, e anche di due figli, un cane e un lavoro stressante, debba essere in cerca di un marito, o di una moglie. Vanno bene entrambi, basta che si innamori.”.
Perchè sì Jane, sei stata illuminante, ma non hai mai avuto a che fare con coppie di fatto, fecondazioni eterologhe, famiglie allargate, mamme e papà single per scelta.
Se così fosse stato, il tuo sarebbe stato il capolavoro del millennio.
Quindi carissima, permetti di dirtelo: come ogni genio sei nata nel secolo sbagliato.

