Il bilancio dei dati raccolti da “Il Ponte” in collaborazione con la Fondazione Molinari e altri partner territoriali
Un anno di lavoro sul campo rivela una distanza profonda tra generazioni. Non
basta “intercettare” i giovani: la sfida, oggi, è imparare ad ascoltarli davvero. Da
questa consapevolezza nasce il primo bilancio del Progetto ERMES, che restituisce
una fotografia complessa del mondo adolescenziale e delle sue fragilità.
Il Progetto ERMES è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il
contrasto della povertà educativa minorile, con capofila Il Ponte di Don Egidio Smacchia e
la partecipazione della Fondazione Angelo e Mafalda Molinari ETS e degli altri partner
territoriali.
Dopo un anno di attività frenetica, il Progetto Ermes ha tracciato un bilancio che va ben
oltre le statistiche. Se i numeri parlano di oltre 2.800 minori intercettati e 770 ragazzi
agganciati attivamente, il “cuore” del report sintetico inviato dagli educatori ci restituisce
una fotografia molto più complessa e, per certi versi, inquietante: quella di una
generazione che si sente profondamente sola, pur essendo costantemente “connessa”.
Il muro dell’ascolto: “Ci parlate sopra, non con noi”
Il tema centrale che attraversa ogni pagina del report è la crisi della comunicazione. Gli
adolescenti di oggi non lamentano una mancanza di parole, ma una mancanza di ascolto
autentico. Secondo quanto emerso, i ragazzi percepiscono gli adulti (genitori e
insegnanti) come figure orientate esclusivamente a fornire soluzioni, modelli preimpostati o
critiche, anziché spazi di comprensione.
“Gli adulti tendono a imporre la loro visione, senza capire il nostro modo di vivere le
relazioni,” è il sentimento comune raccolto dagli educatori. Manca il dialogo reale, quello
fatto di sguardi e presenza fisica, sostituito troppo spesso da una comunicazione
funzionale o legata alla performance.
La prigione dell’eccellenza: scuola, sport e aspettative. Un altro elemento centrale riguarda la crescente pressione sociale vissuta dai ragazzi.
La scuola, lo sport e le attività extrascolastiche vengono spesso percepite come contesti di
valutazione continua, dove l’errore è difficilmente tollerato.
Si consolida così una “cultura della performance” che genera frustrazione, insicurezza e
paura del fallimento.
Solitudine di gruppo e il bisogno di spazi
Paradossalmente, in un’epoca di iper-socialità digitale, emerge una carenza di veri luoghi
di aggregazione. Il report sottolinea un crescente individualismo e una difficoltà reale nella
Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a
rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata
dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org
Comunicazione tra pari. I ragazzi chiedono luoghi fisici dove poter sperimentare
l’accettazione del “diverso” e il valore del gruppo, senza il filtro dello schermo o la
supervisione giudicante degli adulti.
Le fragilità che attraversano la quotidianità dei ragazzi
Durante le attività svolte all’interno del Progetto ERMES, gli operatori hanno osservato
come molte delle fragilità emerse tra gli adolescenti si ripetano con grande frequenza e
spesso si intreccino tra loro.
Tra le principali difficoltà emergono una diffusa sensazione di solitudine, stati di ansia e
tristezza sempre più ricorrenti, insieme a una crescente difficoltà nel comunicare in modo
aperto e nel costruire relazioni significative.
A questo si aggiunge una fatica sempre più evidente nel riconoscere e gestire le proprie
emozioni, che spesso si traduce in chiusura relazionale o comportamenti disfunzionali.
Non mancano inoltre segnali legati a comportamenti a rischio, come il consumo di
sostanze leggere, l’uso di tabacco e un utilizzo molto intenso dei dispositivi digitali, che in
molti casi sostituiscono o condizionano le relazioni dal vivo.
Nel loro insieme, questi elementi restituiscono l’immagine di un disagio diffuso e
stratificato, che non può essere letto come somma di singoli problemi, ma come un
fenomeno complesso che attraversa la quotidianità adolescenziale.
La crisi del ruolo educativo: adulti “fragili” ma distanti
Il report lancia una sfida diretta alle famiglie e ai docenti. Emerge una difficoltà diffusa dei
genitori nel riconoscere le reali problematiche dei figli, spesso minimizzate o ignorate. C’è
una richiesta precisa che arriva dai ragazzi: adulti capaci di mostrare la propria
vulnerabilità. I giovani non cercano supereroi o giudici infallibili, ma testimoni che
sappiano ammettere le proprie difficoltà e che siano disposti a mettersi in discussione. La
“latitanza” educativa o la rigidità degli insegnanti nell’imporre schemi adulti non fanno che
allontanare i ragazzi dai percorsi di crescita condivisi.
Non un punto di arrivo, ma una missione che continua
Il report di questo primo anno non è un testamento, ma una bussola. La Comunità
Educante, attraverso il Progetto Ermes, conferma che la strada è tracciata: le attività sul
territorio proseguiranno per i prossimi due anni e mezzo, garantendo continuità e
stabilità a un intervento che si è rivelato vitale.
Tutti i servizi attivati — dagli spazi di ascolto psicologico ai percorsi educativi
personalizzati, fino ai momenti di aggregazione — rimarranno pienamente operativi e a
disposizione dei giovani, delle famiglie e degli insegnanti. L’obiettivo è chiaro: non lasciare
Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a
rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata
dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org
che queste richieste di aiuto cadano nel vuoto, ma trasformarle in un cambiamento
strutturale del nostro tessuto sociale.
Una responsabilità collettiva
Ciò che emerge con forza prepotente è che il benessere degli adolescenti non può essere
delegato esclusivamente agli “esperti”. Abbiamo, come società, una grande
responsabilità comune. Il Progetto Ermes mette a disposizione gli strumenti e i
professionisti, ma il successo di questa sfida dipende dalla capacità di ogni adulto di farsi
“comunità educante”.
Non siamo chiamati solo a guardare i ragazzi, ma a guardare con loro verso il futuro. Il
cammino di Ermes continua, con la consapevolezza che due anni e mezzo sono un tempo
prezioso per ricostruire quel patto di fiducia tra generazioni che oggi appare incrinato, ma
non perduto.
