La fanciulla che ride rivede la luce: la scoperta a Vulci • Terzo Binario News

La fanciulla che ride rivede la luce: la scoperta a Vulci

Dic 8, 2025 | Cultura, Montalto di Castro

Raro capolavoro della scultura ellenica arcaica: è una testa di Kore in marmo che risale al V secolo aC ed è legata agli scambi tra Grecia ed Etruria; il ritrovamento presentato al MiC

Un rarissimo esemplare di scultura greca in Italia, non solo in Etruria, ma anche in Magna Grecia e in Sicilia, la testa in marmo di una fanciulla (Kore) rinvenuta a Vulci che offre nuovi significativi spunti di riflessione sugli intensi scambi culturali tra Grecia e Italia preromana.

È questo il nuovo e straordinario rinvenimento archeologico all’interno della città etrusca ed è stato presentato a Roma, nella Sala della Crociera del MiC, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli.

La scoperta è avvenuta nel corso degli scavi in concessione ministeriale legati a “Vulci Cityscape”, promosso dalle Università di Friburgo e Magonza. Avviato nel 2020, il progetto Vulci Cityscape, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale e la Fondazione Vulci, ha l’obiettivo, attraverso un approccio interdisciplinare, di indagare la struttura e lo sviluppo della città e di ampliare, più in generale, le conoscenze sull’urbanistica etrusca. La scoperta è avvenuta nell’area di un nuovo tempio monumentale individuato nel 2021, che amplia le conoscenze note sugli edifici di culto edificati nel cuore della città.

La scultura raffigura una giovane donna, con elegante ed elaborata acconciatura, attribuibile ad un atelier attico di inizi V sec. a.C. Attualmente in fase di restauro e analisi presso l’Istituto Centrale per il Restauro (Icr) di Roma, è oggetto di approfondite indagini scientifiche sui colori originari, i materiali e le tecniche di lavorazione impiegate. “Il Parco Archeologico Naturalistico di Vulci – dice Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale del MiC – è un’area straordinaria dove la bellezza del paesaggio e la profondità della storia si intrecciano in un dialogo continuo, capace ancora oggi di restituirci la voce di una civiltà importantissima nel Mediterraneo, quale quella etrusca. E attraverso questo oggetto, questa testa di Kore, sarà possibile promuovere non solo Vulci ma anche il territorio a livello nazionale e internazionale”.

Per Luigi La Rocca, capo dipartimento per la Tutela del patrimonio culturale del ministero, “questo tipo di oggetti sono molto rari, e aprono il campo a una serie di considerazioni e di riflessioni storico-archeologiche importanti, in particolare l’intensità e la tipologia dei rapporti fra la Grecia e l’Etruria in età tardo arcaica, ma anche quello sulla presenza di artisti greci in Etruria, come ci ricordano anche le fonti, in relazione anche soprattutto alle sculture e alle decorazioni templari”. Infine Luigi Oliva, direttore Centrale Restauro, spiega che “l’istituto ha accolto con entusiasmo la richiesta della Sabap Viterbo Etruria Meridionale, nel momento in cui, dopo il ritrovamento l’estate del 2024, si è cercato di fare un primo intervento sulla Kore rinvenuta e una campagna di indagini finalizzata poi alla stesura di un progetto di restauro vero e proprio”.

Rai News 24