Un incontro tra arte, fede e cultura che unisce due mondi lontani ma spiritualmente vicini. In occasione del Festival della Cultura del Giappone, la chiesa dei Santi Martiri Giapponesi apre le sue porte a visitatori, turisti e fedeli, offrendo la possibilità di scoprire uno dei luoghi più significativi della città, custode di una storia di dialogo e di fraternità tra l’Italia e il Giappone.
«La nostra chiesa – spiega don Giovanni Demeterca, parroco e Giudice Unico della Sacra Rota della diocesi di Civitavecchia e Tarquinia – è un gioiello storico e spirituale che racconta la fede e il sacrificio dei martiri giapponesi, ma anche la ricchezza culturale e religiosa del popolo nipponico. Aprirla in questi giorni significa permettere a tutti di conoscere e apprezzare un pezzo di storia che unisce due popoli, due tradizioni, due sensibilità».
All’interno del santuario, non lontano dalla Cittadella della Musica, si conservano preziosi affreschi del pittore giapponese Luca Hasegawa, straordinario esempio di dialogo artistico e spirituale tra Oriente e Occidente. «Gli affreschi di Hasegawa – prosegue don Giovanni – sono autentici capolavori che raccontano, con profonda delicatezza, la vicenda dei cristiani giapponesi perseguitati per la loro fede. Sono opere che parlano di coraggio, di martirio e di speranza, e che meritano di essere conosciute e meditate da tutti».
In questo anno giubilare, la chiesa dei Santi Martiri Giapponesi è divenuta meta di numerosi pellegrinaggi provenienti dal Giappone. «Abbiamo accolto tanti gruppi di fedeli – racconta il parroco – venuti appositamente per pregare davanti alla Madonna con gli occhi a mandorla e il vestito kimono, un’icona unica in Europa che rappresenta, con infinita dolcezza, il volto mariano nella sensibilità artistica giapponese. È una testimonianza viva di come la fede sappia adattarsi, incarnarsi e fiorire in ogni cultura».
Il legame tra la parrocchia e il popolo giapponese è profondo e radicato nel tempo. «La nostra festa patronale – sottolinea don Giovanni Demeterca – è ogni anno onorata dalla presenza dell’Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede. Con l’Ambasciata intratteniamo rapporti di sincera amicizia e collaborazione, fondati sul rispetto reciproco e sul desiderio di costruire ponti tra culture e religioni».
Particolarmente toccanti le parole di riconoscenza verso Sua Eccellenza l’Ambasciatore Akira Chiba, giunto al termine del suo mandato. «Desidero ringraziarlo di cuore – afferma il parroco – per la sua sensibilità diplomatica, umana e spirituale. Ho avuto il privilegio di condividere con lui numerosi momenti di incontro, tra arte, fede e dialogo. È stato un grande testimone di amicizia e di vicinanza verso la nostra comunità».
La partecipazione della parrocchia al Festival della Cultura del Giappone assume così un significato che va oltre l’aspetto culturale. È un segno concreto di fraternità universale, di apertura e di comunione tra popoli diversi, uniti dalla fede e dal desiderio di bellezza.
«La nostra comunità – conclude don Giovanni Demeterca – vi aspetta, pronta ad accogliervi e a farvi contemplare la bellezza che nasce dall’incontro tra spiritualità e cultura. Qui si respira la fede, il coraggio e la delicatezza del magnifico popolo giapponese. Entrare in questa chiesa significa fare esperienza di una bellezza che unisce, che parla di pace e che invita tutti a guardare il mondo con occhi nuovi». (Nella foto il parroco don Giovanni Demeterca con l’ambasciatore Chiba) .
