Riceviamo e pubblichiamo da Forza Italia Civitavecchia – A pensar male si fa peccato, ma talvolta ci si azzecca. Se si dovesse partire da questo ragionamento, si avrebbe un quadro della vicenda della demolizione della Costa Concordia poco incoraggiante per Civitavecchia. I fatti ci dicono che la nostra città è emersa infatti come la più “cara” per quel tipo di operazione, nonostante abbia dalla sua parte la vicinanza con il luogo del disastro, la possibilità logistica di ospitare una operazione del genere e la presenza sul territorio delle professionalità, sia portuali che metalmeccaniche, per portarla a termine. Siamo davanti ad un caso davvero curioso: tanto che ha attirato la curiosità di tutta Italia e di mezzo mondo, che oggi si sono fatti un’idea di Civitavecchia piuttosto chiara: in quel luogo, un servizio si paga assai più caro che altrove. Addirittura il doppio di Genova.
Dicevamo che a pensar male qualche volta ci si azzecca. La domanda, a questo punto, è: non è che qualcuno ha gonfiato a sproposito i costi dell’operazione proprio per favorire qualche altro territorio? Magari perché la demolizione della nave da crociera avrebbe tolto spazi portuali e risorse per rilanciare il vecchio e ormai sepolto progetto del Terminal Asia, ovviamente senza alcuna prospettiva di sviluppo seria e quindi solo per fare l’ennesimo favore politico a chi appoggia il candidato sindaco del caso.
Sarebbe, certamente, una delusione cocente per le centinaia di persone cui si è chiesto il curriculum vitae nella speranza che la demolizione della Costa Concordia sarebbe avvenuta a Civitavecchia. Diciamola tutta: sarebbe un vero e proprio tradimento. E la “excusatio non petita” di Gianni Moscherini e della sua parte politica in campo per queste elezioni, cioè il dipendente dell’Autorità Portuale Massimiliano Grasso, assumerebbe un tono grave. Gravissimo. A maggior ragione perché dietro quelle strette di mano tra chi si candida a sindaco e chi è a capo del consorzio che promuove il “preventivo” si staglia sempre più inquietante l’ombra di un enorme, ed intollerabile, conflitto di competenze.
Già che siamo in tema di domande, però, non possiamo che porne un’altra: qual è il ruolo che l’Autorità Portuale ha avuto nella estrema “salinità” del preventivo? Delle due l’una: ha contato qualcosa? Male. Non ha contato nulla? Malissimo. Sempre per usare il Latino, “tertium non datur”. E si badi: stesso, identico ragionamento vale per il Comune e per chi lo ha amministrato fino a poco tempo fa, magari pure con qualche sponda parlamentare in famiglia…
Ci auguriamo soltanto una cosa: che chi di dovere faccia chiarezza, risponda a queste semplici domande con altrettanto semplici risposte e contribuisca quindi finalmente a fare chiarezza su una vicenda troppo importante, vista la mole di investimenti e la fame di lavoro che c’è in questo territorio. Ovviamente, al silenzio chi si candida a governare in maniera seria questo Comune risponderà con azioni ben precise.
Forza Italia Civitavecchia
