SuperProvincia, Civitavecchia sta per dire no • Terzo Binario News

SuperProvincia, Civitavecchia sta per dire no

Lug 14, 2024 | Civitavecchia, Politica

Insorgono le opposizioni: “Volontà di distruggere quanto costruito, si vada al referendum”

L’amministrazione giallorossa di Civitavecchia sta per revocare la delibera, approvata ad aprile scorso dall’amministrazione Tedesco, sull’adesione alla nuova provincia “Porta d’Italia” e conseguente uscita da Città Metropolitana. Lo scrive Bignotizie.it.

La linea, già espressa in campagna elettorale, è stata confermata dopo una riunione che si è svolta al termine del consiglio comunale dedicato all’insediamento della nuova Giunta comunale e la surroga dei nuovi consiglieri comunali.

Una decisione che il Pd regionale ha osteggiato fin da subito a ogni livello e che – nonostante le diverse adesioni degli altri comuni del Litorale – sta per essere bocciata anche a Tarquinia.

“Apprendiamo con stupore ed amarezza la notizia che il primo provvedimento importante che la nuova amministrazione comunale Piendibene a guida Pd e M5S vorrebbe adottare in consiglio comunale sarebbe la revoca della delibera favorevole alla istituzione ed adesione di Civitavecchia alla nuova Provincia Porta d’Italia, un progetto che il nostro territorio attendeva da decenni e che accomuna diversi Comuni del litorale nord, al di là dei colori politici: si sono già espressi favorevolmente i comuni di Tolfa, Allumiere, Civitavecchia, Ladispoli e Fiumicino, di centrodestra; ma anche Santa Marinella e Cerveteri, a guida centrosinistra.

Questa condivisione bipartisan è la ulteriore conferma della bontà di questo progetto, che certamente costituirebbe un volano di crescita e di sviluppo per Civitavecchia e per il litorale a nord di Roma, che non ha più ragioni per continuare a far parte dell’Area Metropolitana di Roma Capitale, che destina oltre il 70% delle risorse a Roma e che, al contrario, ben poco, in questi anni, ha riservato per la nostra Città e per il litorale nord. Per questo revocare questa delibera sarebbe un errore, perché vorrebbe dire rassegnarsi a rimanere ai margini della Città Metropolitana di Roma Capitale e questo contrasta con gli interessi di Civitavecchia e del nostro territorio!

Sarebbe veramente un pessimo inizio ed un bruttissimo segnale se la nuova amministrazione, per obbedire ai diktat del Pd romano, revocasse la delibera di adesione di Civitavecchia alla nuova Provincia, perché rappresenterebbe la manifestazione di una precisa volontà di distruggere quanto in questi anni si è costruito, un segnale di isolamento nei confronti dei comuni limitrofi ed un indizio di scarsa attenzione per gli interessi e le legittime aspirazioni di Civitavecchia e dei Civitavecchiesi, che da decenni ambiscono ad essere Provincia autonoma rispetto a Roma. Per non parlare della contraddizione del M5S, che smentirebbe se stesso, visto che al tempo della amministrazione Cozzolino i pentastellati nostrani approvarono una mozione per uscire da Città Metropolitana di Roma Capitale.

Fratelli d’Italia ha votato con convinzione per questo progetto, ne è convinto promotore e sostenitore e continuerà a rappresentare gli interessi della Città anche dai banchi dell’opposizione, contrastando con determinazione ogni proposito di chi vorrebbe continuare a relegare Civitavecchia a cenerentola di Roma o, peggio, come ai tempi della giunta regionale Zingaretti e come vorrebbe il sindaco di Roma esponente del Pd Gualtieri, a discarica dei rifiuti della Capitale.

Civitavecchia merita molto di più e saremo pronti a difendere, anche dall’opposizione, il futuro della nostra Città dalla smania di revoche e dalla sudditanza ai diktat del PD romano del centro-sinistra civitavecchiese”.

Il Coordinamento comunale di Fratelli d’Italia Civitavecchia

Contraria anche Civitavecchia C’è, che chiede il referendum: “Un’enorme perdita della nostra città, che da una delle prime del Lazio, ora si trova in un continuo regresso tanto da avere un reddito pro-capite di quattordicimila euro annuo (tra i più bassi di Italia) una continua diminuzione di abitanti residenti, un peggioramento dei servizi indispensabili, un costante rapporto negativo tra cittadini e la loro salute a causa di malattie provocate da inquinamento.

Tutto ciò crediamo sia documentato dalle tante battaglie sostenute da cittadini uniti, qualcuna vinta altre perse, ma la maggior parte in corso riguardanti, termovalorizzatori, bio-digestori, discariche ,depositi tossici smaltimento rifiuti provenienti quasi sempre da Roma continuamente segnalati dagli abitanti di via terme di traiano e zone limitrofe.

Per quanto sopra esposto abbiamo raggiunto la convinzione insieme a tanti altri cittadini che per riprendere un discorso virtuoso che ci riporti ad essere una città importante bisogna fare scelte in piena autonomia

Per tanto rimanere fuori dalla città metropolitana per poi andare a costruire il nostro futuro, nel quale ci sarà pure qualche difficoltà, ma che ci vedrà protagonisti in maniera paritetica con altre città e paesi che hanno le stesse nostre esigenze per cui lo stare insieme diventa un rafforzamento per tutti.

Per questo ci battiamo da tanti anni e continueremo a farlo, abbiamo raccolto migliaia di firme costituito comitati effettuato consultazioni popolari orientato interrogazioni parlamentari, dibattiti, consigli comunali aperti

Il primo con il sindaco Antonio Cozzolino il secondo con il sindaco Ernesto Tedesco e che hanno votato e deliberato l’uscita dalla città metropolitana.

Ora che il tutto viene nuovamente ribaltato con rapidità non uguale a qualsiasi altra pur discutibile decisione non ci pare ragionato ne ragionevole per tanto chiediamo prima di qualsiasi decisione un consiglio comunale aperto o meglio un referendum nel segno di una democrazia partecipata”.