L’episodio a Regina Coeli. In tre all’ospedale
Nel carcere trasteverino di Regina Coeli sono stati aggrediti tre unità di polizia penitenziaria, tra cui anche il coordinatore del reparto, da un detenuto di origini somale. Questo quanto denunciato da Massimo Cosentino, segretario generale Fns Cisl Lazio, in merito all’episodio avvenuto mercoledì 17 maggio.
“Apprendiamo che le tre unità di polizia penitenziaria aggredite sono stato dimessi poco dall’ospedale Fatebenefratelli con 5 giorni di prognosi – dice Cosentino –
purtroppo dobbiamo evidenziare che le promesse di invio di personale di Polizia penitenziaria si son dimostrate vane”. Alla fine, il numero di unità in uscita è maggiore rispetto a quelle in entrata. “Quindi, la carenza resta cronica.
Le aggressioni avvenute in meno di 8 giorni son tre e son dovute, anche, alla presenza di detenuti con problemi psichiatrici. Se non si comprende che tale problema non è gestibile dall’Amministrazione penitenziaria, ma che vi è necessità di aumentare la sanità psichiatrica, allora vuol dire scaricare il problema sul Corpo di Polizia penitenziaria”.
“Preoccupa, pertanto, la situazione attuale del carcere di Regina Coeli – insiste –
solidarietà al personale coinvolto da parte della Fns Cisl Lazio. Occorre un intervento immediato da parte degli organi Superiori, Prap e Dap. Non c’è più tempo da perdere poiché alle porte di un complicatissimo piano ferie estivo. Giova ricordare il cronico sovraffollamento dell’istituto della Capitale, con il 127 per cento di detenuti. Infatti, la nostra Regione supera la percentuale nazionale che si attesta al 115 per cento la carenza di personale in tutti i ruoli con le varie sfaccettature su differenza tra Pcd pianta organica effettiva e Amministrata”.
Criticità, queste, “venutesi a creare con i trasferimenti verso sedi extramoenia scollegati alla mobilità nazionale”.
