La Vas di Ladispoli langue nei cassetti di palazzo Falcone, la Regione: "Manca il perfezionamento" • Terzo Binario News

La Vas di Ladispoli langue nei cassetti di palazzo Falcone, la Regione: “Manca il perfezionamento”

Mag 17, 2023 | Ladispoli, Politica

Da via Colombo: “I tempi decorreranno da quando pubblicheremo sul sito regionale, le osservazioni possibili subito dopo”

Sembra un argomento distante dalle problematiche dei cittadini invece quello della Vas di Ladispoli è un tema di attualità stretta, con la partita che non si gioca solo nel comune balneare ma anche a livello superiore, ovvero in Regione.

Per questo si provano a spiegare le ultime novità relativamente alla Valutazione Ambientale Strategica che ogni Comune deve ottenere dal proprio ente regionale.

Ogni trasformazione urbanistica deve ottenere una autorizzazione ambientale VAS o VIA che sia a penda di nullità della proposta, a maggior ragione se si parla di Variante di Piano Regolatore Generale (P.R.G.) che porterà grosso consumo di territorio, migliaia di nuovi residenti e trasformazioni sociali non indifferenti.

Dietro il freddo acronimo VAS si nascondono problemi seri come la difesa del verde, la tutela di spazi ed aree destinati ai servizi, i limiti per rendere la vita sociale adeguata agli standard moderni ma anche di come orientare lo sviluppo commerciale ed economico. Ci si deve confrontare anche sui temi di approvvigionamento idrico e, soprattutto, di smaltimento acque reflue.

Nella fattispecie sulla VAS del Comune di Ladispoli ci si era lasciati con il sindaco Grando che, dopo aver rigettato sdegnosamente le osservazioni dei cittadini sul fatto che mancasse la VAS alla variante, ha poi tenuto nel cassetto tutta la corrispondenza con la Regione per arrivare alla conclusione… che la VAS serviva e doveva essere prodotta.

Peccato che nel frattempo si stiano realizzando tutta una serie di urbanizzazioni e trasformazioni che compromettono il territorio pesantemente dal punto di vista ambientale.

Da qui tutto è tornato nelle segrete stanze, con tanto di consulenze di supporto per poi arrivare a due documenti che sono stati presentati al Consiglio Comunale e ai cittadini, un po’ come i reali usano fare con i propri pargoli, e in assenza di contraddittorio visto che, secondo il sindaco troppo si è già discusso (sebbene non si fosse mai chiarito abbastanza nello specifico della VAS).

Nei giorni 23 e 28 marzo 2023 viene conseguentemente pubblicato l’avviso del Comune di avvio della fase di consultazione, che da normativa prevede 45 giorni per la consultazione e l’inoltro delle osservazioni.

Questa fase scadeva il 12 maggio e, avendo ricevuto richieste di lettori che chiedevano come e dove inviare le osservazioni che ritenevano opportune, sono stati chiesti chiarimenti alla Regione, in quanto autorità competente per la VAS.

E qui la sorpresa. Non solo il procedimento VAS di PRG del Comune di Ladispoli deve ancora essere finalizzato presso la Regione per poter essere pubblicato, ma i veri 45 giorni decorreranno da quando potrà essere pubblicato su un apposito sito della Regione, fatti entrambe ancora mai avvenuti.

Quindi tutta la VAS relativa alla Variante di PRG ancora è nei cassetti del Comune di Ladispoli nonostante siano passati 55 giorni dalla sua presentazione al mondo, e questo mentre i cantieri e la devastazione del territorio procedono senza sosta.

Sintetizzando, dalla Direzione Regionale Per Le Politiche Abitative e La Pianificazione Territoriale, Paesistica Urbanistica hanno scritto (in copia anche a a palazzo Falcone): “Stiamo aspettando il perfezionamento della documentazione da parte del Comune di Ladispoli”. Quindi i tempi decorreranno da quando si pubblicherà tutto sul sito regionale e le osservazioni vanno ripresentate solo successivamente a quest’ultima pubblicazione

Deplorevole è che i cittadini siano stati tenuti all’oscuro di tutto ciò e messi nell’impossibilità di esercitare il proprio diritto a presentare osservazioni. Già, perché la Regione Lazio, ha anche risposto che modalità e tempi debbono, per legge, essere presenti nell’avviso e ciò non è accaduto tant’è vero che si ci è rivolti a via Cristoforo Colombo.

Sicuramente è una vicenda intricata e non edificante su come certi uffici del Comune di Ladispoli procedano ed i fatti parlano da soli.

Ma mentre si parla e si tace, secondo certe convenienze, il territorio soffre e la natura rischia di essere compromessa. Ecco perché è bene che a palazzo Falcone aprano i cassetti e spediscano la documentazione in Regione.