Libri, il mito di Alberto Sordi rivive al Rifugio degli Elfi a Cerveteri • Terzo Binario News

Libri, il mito di Alberto Sordi rivive al Rifugio degli Elfi a Cerveteri

Mar 22, 2023 | Cerveteri, Cinema e libri

Da Barbara Ghelarducci al Rifugio degli Elfi a Cerveteri in vendita il libro “Caro Alberto”, con prefazioni di Walter Veltroni e Carlo Verdone

Una volta Marchese, una volta Carbonaro. Poi Vigile e poi Detenuto in attesa di giudizio. E poi ancora, tassinaro, americano, vedovo, presidente di una squadra di calcio e medico della mutua. Mille volti, mille storie e mille personaggi. Alberto Sordi, a vent’anni dalla sua morte ancora oggi regala sorrisi, riflessioni, con film anche se datati sempre strettamente attuali.

Oggi, è disponibile “Caro Alberto”, un libro interamente dedicato all’Albertone nazionale. Un insieme di lettere ritrovate dall’archivio di Alberto Sordi, a cura di Alberto Crespi e con due prefazioni d’eccezione: quelle di Walter Veltroni, ex Sindaco di Roma e di Carlo Verdone, quello che cinematograficamente parlando è l’erede di Sordi.

E chiaramente, come ogni grande libro, a Cerveteri lo trovate al Rifugio degli Elfi, il caffè letterario di Piazza Risorgimento di Barbara Ghelarducci.

Caro Alberto è un libro su Alberto Sordi diverso da tutti i libri su di lui già esistenti: raccoglie una ricca scelta delle migliaia di lettere che il grande attore ha ricevuto nel corso della sua lunga carriera.

Lettere del suo archivio personale – custodito e studiato dalla Fondazione Museo Alberto Sordi – di ammiratori, appassionati di cinema, fans che si rivolgono a lui come si farebbe con un amico o con un parente, al quale chiedere consigli, confidare dolori, raccontare gioie e comunicare l’amore per le sue interpretazioni, che si rivelano un vero e proprio lenitivo ai momenti tristi della vita. Ci sono anche lettere di personalità celebri, di colleghi di lavoro – come Anthony Quinn, Monica Vitti, Gina Lollobrigida – e di esponenti politici.

Ma soprattutto raccoglie tantissimi messaggi commoventi e inaspettati di anonimi cittadini, spediti o lasciati davanti alla villa di Roma dove Sordi ha vissuto per anni, che piangono la morte di un attore amato.

Il libro si arricchisce delle testimonianze di Walter Veltroni – amico personale di Sordi, ma anche l’uomo politico che, all’epoca sindaco di Roma, ebbe il triste ed entusiasmante compito di organizzare un funerale che fu un bagno di folla, un evento popolare, come a Sordi, forse, sarebbe piaciuto – e di Carlo Verdone, forse l’unico attore che può dire di aver raccolto la sua eredità.

«Con la sua maschera di attore, con i suoi personaggi, Alberto Sordi ha rappresentato un’Italia allegra, rassicurante, in fondo piena di ottimismo. Faceva ridere, e la risata – anche quando è amara, o beffarda – genera positività. Quindi non mi stupisce che le lettere raccolte in questo libro siano piene di affetto, di un’identificazione calda e positiva.» – Carlo Verdone