Mazzarino sul Pua di Ladispoli: "Resta il mistero sulla documentazione" • Terzo Binario News

Mazzarino sul Pua di Ladispoli: “Resta il mistero sulla documentazione”

Ott 27, 2022 | Ladispoli, Politica

Il Cardinale analizza l’ultima seduta del consiglio comunale

“Nel torbido si pesca meglio” è la citazione dal film Operazione Sottoveste (il sommergibile rosa), se poi parliamo di Piano di utilizzo degli Arenili ovvero fronte mare, la citazione calza a pennello e cosa possa essere pescato andrà approfondito.

Martedì 25 Ottobre è andata in discussione l’adozione, del PUA che non è uno strumento urbanistico bensì detta le regole che governeranno per anni l’uso degli arenili, l’accesso al mare anche per le spiagge libere, le regole per gli operatori del settore balneare, i rimessaggi ed altre attività connesse.

Innanzitutto la discussione si è svolta civilmente e non è poco, visti i precedenti.

Nonostante i toni trionfalistici del sindaco e della sua amministrazione, si è arrivati a deliberare – dopo ulteriori anni di fermo e solo perché la Regione Lazio ha approvato il PUA Regionale con Delibera di Consiglio 9/2021, obbligando i Comuni ad adeguarsi modellando i propri PUA secondo le regole generali – entro 180 giorni poi prolungati fino a fine del corrente anno, pena il commissariamento sul tema.

Quindi l’Amministrazione di Ladispoli si è adeguata ed ha richiamato il tecnico di sempre e producendo un aggiornamento dei precedenti documenti con alcune proprie indicazioni.

Va detto che il Piano Regionale impone regole assolutamente condivisibili, come che il 50% delle spiagge disponibili sia lasciato a spiaggia libera, ma anche che vi sia una ampia visibilità del mare e pochi ostacoli alla vista come anche che venga rispettato l’ambiente ed il paesaggio evitando di opprimerli.

Inoltre il Piano Regionale suggerisce altre regole di assoluto buon senso, ovvero la garanzia di un accesso ogni 300 metri, parcheggi liberi ed anche spiagge libere con servizi.

Tutti aspetti che ogni comune deve programmare anche guardando il proprio entroterra.

Tutto molto semplice e la procedura era già cominciata con la Delibera di Consiglio 13 del 20/4/22 con la quale il Comune ha adottato in via preliminare il PUA per rispettare le indicazioni della legge.

Il Consiglio è iniziato parlando del consueto solito mero errore materiale che si è corretto con un emendamento. Ma poi, come nei migliori thriller è partito il mistero, portato alla luce da Trani.

In quella delibera di consiglio, la n.13/2022 di aprile, erano indicati due passi formali importanti ovvero rendere pubblica la copiosa documentazione su Amministrazione Trasparente ed avviare la Procedura per la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) ossia un argomento che negli uffici di Ladispoli pone sempre seri problemi di digestione.

Trani, non trovando alcuni documenti ha fatto una richiesta all’ufficio Regionale competente per la VAS scoprendo che in sei mesi nulla era stato presentato ed in più il Comune di Ladispoli ha recentemente presentato una propria libera interpretazione che lo liberava dal dover andare in VAS.

Nella discussione susseguente è anche emerso che l’amministrazione aveva distribuito due diversi kit, generando equivoci, ma soprattutto ha affermato che la procedura VAS andrà invece seguita, magari ottenendo una non assoggettabilità con prescrizioni, ed aver concordato ciò a voce con gli uffici regionali.

A questo va aggiunto che anche altre considerazioni su un articolo sottolineato da Paliotta avevano avuto riscontri a voce e non formali.

Si sono susseguiti altri interventi critici ma il risultato è che sono stati persi 6 mesi ed oggi l’amministrazione, come al solito, pretende di correre per rispettare dei tempi che essa stessa ha contribuito a rendere stretti.

La delibera è stata poi approvata con il voto ovvio della maggioranza e quello contrario dell’opposizione che ha lamentato la confusione ed il rischio che la fretta imposta da questi ritardi degli ultimi mesi rischiano di comportare.

Quindi quanto si è capito, ma nella solita confusione e ambiguità di linguaggio, è che, dopo questa approvazione, i documenti saranno pubblicati. Ci saranno poi 30 giorni di deposito più altri 30 per le osservazioni.

Il tutto verrà riportato in Consiglio per essere votato, presumibilmente come al solito in fretta e furia sotto Natale. Poi tutto l’incartamento comprendente Delibera di adozione e osservazione, andrà in Regione che risponderà entro novanta giorni

Si immagina attraverso un parere di non assoggettabilità, e forse con alcune prescrizioni. Quello che si è capito è una gran confusione nelle procedure, poca trasparenza ed atti su cui incombe l’interrogativo della validità o dell’annullamento come la D. di C. 13/2022.

E siamo solo alla fase di partenza perché il bello è che bisognerà guardare i contenuti come alcuni consiglieri hanno cominciato a fare, ma questa è tutta un’altra storia”.

cardinal Mazzarino