Cane impiccato nel parco, a Casal de’ Pazzi: gli animalisti si costituiscono parte civile. A schierarsi l’Oipa e Earth. Il fatto di cronaca – come raccontato da Terzo Binario, qui la notizia – è avvenuto il 19 giugno in via Lodigiani.
“Da quanto abbiamo appreso, ha assistito alla macabra scena un agente della polizia penitenziaria che aveva da poco finito il suo turno nel vicino carcere di Rebibbia”, racconta Rita Corboli, delegata romana dell’Oipa. «Fuggito a bordo della sua auto, il 65 enne è stato comunque rintracciato e denunciato e ora dovrà rispondere delle accuse di uccisione di animale, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Secondo le prime ricostruzioni, il cane sarebbe stato di due sue amiche, presenti sulla scena del delitto, denunciate poi per resistenza e minacce a pubblico ufficiale». L’Oipa ricorda che l’uccisione di animali è reato art. 544 bis del Codice penale, che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”.
“Una sofferenza inaudita subita da un essere senziente che non si può accettare e che chiede giustizia. Per questo procederemo in sede giudiziaria”, dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa Italia.
“Ci si ritrova purtroppo di fronte all’ennesimo caso di crudeltà ingiustificata nei confronti di un povero animale, vittima suo malgrado della follia umana – commenta Valentina Coppola, presidente nazionale di Earth – il cane, reo solo di aver dato un morso alla mano della sua padrona, invece di essere correttamente sgridato per fargli comprendere l’errore è stato invece barbaramente ucciso da chi avrebbe solo dovuto amarlo e prendersi cura di lui”.
“EARTH associazione nazionale per la tutela giuridica degli animali, ricorda che l’uccisione di animale nella legislazione italiana è considerata reato ai sensi dell’articolo 544 bis del codice penale ed annuncia che si costituirà parte civile nel procedimento penale per assicurarsi che il responsabile riceva il massimo della pena prevista”.
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