Il ristorante Esterina non c’è più anche se si spera che ricompaia con una veste nuova. Per adesso nello slargo di via Aurelia Sud 25 c’è solo una ruspa che ha terminato l’abbattimento dell’attività che fino a una quindicina di anni fa era una delle punte di diamante della ristorazione civitavecchiese per qualità e tradizione culinaria. E ora cosa sta succedendo?
La questione è passata dalla cucina di pesce al tribunale perché dopo una lunga trattativa per il passaggio delle consegne fra la gestione storica del ristorante e la Sermonaldo srl di Viterbo, conclusasi sei anni fa, i guai sono iniziati con Pincio e Demanio. Quest’ultimo, interessato alla questione per il legame fra l’edificio e la spiaggia sottostante, ha imposto la messa in sicurezza. Lo stato di degrado è peggiorato negli ultimi anni – con l’ex ristorante diventato spesso rifugio di fortuna di sbandati e senza fissa dimora – e nel 2015 sono iniziati i carteggi fra vigili del fuoco, polizia locale, Demanio marittimo e comune verso la Sermonaldo. Fallita una mediazione con il sindaco Antonio Cozzolino, l’ex Esterina è rimasta abbandonata e nei documenti è stata segnalata la pericolosità dello stabile, che richiedeva un intervento di ristrutturazione profonda. Dopo l’interdizione e la messa in sicurezza, si pensava che potesse iniziare il restauro vero e proprio.
Invece è iniziata una partita nuova, che stavolta ha visto come avversario della la società viterbese la Soprintendenza. Infatti, dopo aver espresso un parere negativo in Conferenza dei Servizi, la Sermonaldo ha deciso di ricorrere al Tar che ha dato ragione al proprietario. Motivo del contendere, la cubatura del locale ora completamente abbattuto. Infatti la società chiedeva, richiamando ai regolamenti di rigenerazione urbana, di poter usufruire di un leggero innalzamento rispetto alo stabile precedente così da poter piazzare i sistemi di ricambio dell’aria. La Soprintendenza si è messa di traverso però, sostenendo che questo innalzamento si scontrasse con le disposizioni paesaggistiche. Da qui il ricorso dei viterbesi che i giudici amministrativi hanno accolto e di conseguenza è apparsa la ruspa che in un paio di giorni ha raso al suolo l’edificio. Solo che poi lavori e operai si sono fermati. Stavolta a causare il fermo è un esposto presentato nei giorni scorsi dall’ex assessore all’urbanistica ed ex delegato del sindaco, Massimo Pantanelli (non è stato chiarito a quale titolo abbia interessato la Procura circa questa costruzione). Secondo l’ex esponente della giunta grillina quell’eccesso di volumetria violerebbe le disposizioni paesaggistiche (sulle quali ebbe diversi scontri con la stessa Soprintendenza circa l’abaco da proporre ai commercianti per i dehors a norma e divenne uno dei motivi delle sue dimissioni da assessore) per il quale il progetto, sostanzialmente identico al precedente sia fuorilegge. Per questo si è in attesa della convocazione in via Terme di Traiano di un tecnico comunale che, attraverso una perizia in qualità di esperto, permetta di dirimere la matassa. Ma intanto la vecchia Esterina non c’è più e si attende di veder rinascere la nuova.
Ale.Val.
