“Il bilancio di previsione è un atto di vitale importanza per ogni ente locale .
Come sappiamo, i consiglieri comunali devono ottenere dagli uffici tutte le notizie in loro possesso per l’espletamento del mandato.
Nel caso del bilancio è il regolamento di contabilità dell’Ente a fissare il termine per emendamenti e discussione del bilancio. Ed è chiaro che il tempo che intercorre tra la presentazione dei primi e il dibattito in aula deve garantire ai consiglieri la possibilità di avanzare idee o di individuare eventuali criticità nelle scelte di programmazione dell’Ente, proponendo possibili correttivi da apportare. La scelta dell’amministrazione di ridurre a cinque giorni dal deposito degli atti il termine di presentazione degli emendamenti rende impossibile l’azione di analisi approfondita degli atti e dei capitoli di bilancio e, dunque, l’esercizio democratico riconosciuto ai consiglieri tutti e a quelli di opposizione in modo specifico. Ovvero quello di vigilanza e controllo dell’operato di chi amministra.
Ormai da qualche anno, la definizione che ricorre maggiormente in sede di discussione di un bilancio locale è FONDO DI SOLIDARIETÁ, che sappiamo bene quanto incida sulle entrate del nostro Comune. Tuttavia, in uno degli ultimi consigli comunali della vecchia amministrazione, l’allora consigliere comunale Grando , ci accusò di scarsa capacità di autocritica, proprio relativamente a questo argomento. Al fatto che il discorso sul fondo di solidarietà comunale fosse anteposto e conseguente a gran parte delle scelte maturate. Della discussione sul previsionale dello scorso anno, invece, oltre all’inconsueta brevità, ricordiamo che dai banchi della maggioranza qualcuno ci venne a spiegare come “metodo e programmazione” fossero le uniche vie per il raggiungimento di precisi risultati economici per l’Ente. E questo forse è avvenuto a causa dell’euforia per l’approvazione del primo bilancio dell’epoca Grando. Euforia, un sentimento effimero, che passa presto. Proprio come la promessa di “metodo e programmazione per raggiungere risultati apprezzabili”. Infatti ci chiediamo a quali risultati si facesse riferimento.
Dell’analisi dei numeri di questo DUP emerge come:
Dal 2017 ad oggi il recupero dell’evasione fiscale diminuisca del 25% e infatti passiamo da circa 2116000 a 1540000. Ribadiamo: il 25% in meno.
La TARI diminuisce del 4,5% solo grazie alla diminuzione di servizi, come la raccolta che passa 1/14 a case sparse e la diminuzione dello spazzamento delle strade. Inoltre, visto che lo scorso anno era stata aumentata del 6%, di fatto si conferma un aumento dell’1,5% circa, rispetto alla precedente amministrazione.
Il comparto essenziale delle politiche sociali stagna in uno stato preoccupante: il milione di euro promesso dal Sindaco alla radio circa un anno fa, si traduce in meno di duecentomila euro. Un grido disperato di allarme dentro un quadro socio-economico così complesso. Nel comparto del diritto allo studio i capitoli rimangono a zero e a poco più corrispondono quelli della cultura. Insomma, le tre “esse”: SOCIALE, SCUOLA, SAPERE, rimangono un tabù anche per chi aveva promesso il “grando cambiamento” ai cittadini di Ladispoli.
Relativamente ai fondi europei, invece, avevamo accolto favorevolmente l’istituzione dello sportello Europa ma analizzando il bilancio, le richieste avanzante risultano pari a zero. E questo nonostante le 20 comunicazioni regolarmente protocollate pervenute al Sindaco per poter accedere a tali fondi. Un altro argomento, questo, su cui l’attuale amministrazione ha predicato bene e agito male: nel programma elettorale del Sindaco Grando, la strada dei fondi europei per la programmazione a lungo termine di Ladispoli era stata illustrata e sottolineata con dovizia di particolari. A quasi metà mandato e viste le tempistiche richieste da tali bandi, pensiamo di non sbilanciarci troppo nel dire che possiamo considerarla una pratica archiviata, o sicuramente considerata di second’ordine da chi amministra.
Sui fondi regionali la situazione non è molto diversa: ad eccezione dei 12.000 euro per le Frecce Tricolore non ci sembra di vedere nuovi interventi legati a richieste o collaborazioni con la Regione Lazio. In bilancio sono presenti solo importi di contributi programmati ed ottenuti dalle passate amministrazioni. Torre Flavia, Smart city, Scogliere, rifacimento strade, per voler essere precisi.
Inoltre la copertura di alcuni servizi prevede cifre uguali se non inferiori a quelle delle amministrazioni precedenti; incluso il vostro primo anno. Avete ridotto gli importi per illuminazione stradale, che passa da euro 226000 a euro 185000. Avete ridotto la manutenzione stradale che passa da euro 317000 a euro 209000 ma non veniteci a dire che rifacendo 10 km di strade avremo bisogno di minori manutenzioni. E se questo fosse vero allora sappiate che in bilancio avete di fatto previsto una spesa manutentiva di 100 euro ogni 10 metri di strada. La proporzione è presto fatta ed è ridicola: per riassumere, ci avete condannato a strade colabrodo per almeno un’altra annata.
Come Movimento Civico Ladispoli Città, abbiamo presentato oltre 30 emendamenti a questo bilancio, di entità, incisività e tipologie diverse tra loro. Lo abbiamo fatto consapevoli del disinteresse di questi amministratori nei confronti delle proposte che vengono dai banchi dell’opposizione.
Ma lo abbiamo fatto soprattutto perché c’è necessità di parlare di argomenti ampi, diversi tra loro, che riguardano la città e il suo inquadramento sociale, economico, culturale e geografico. Lo abbiamo fatto insomma per riportare nella massima assise cittadina argomenti politici che sono stati quasi del tutto eliminati dal dibattito, all’interno di sedute consiliari che durano il tempo di prendere un caffè, malgrado l’importanza degli argomenti da trattare. E lo abbiamo fatto perchè crediamo che un’altra proposta per la città sia possibile, ben consci delle difficoltà economiche degli enti locali e imparando anche dagli errori del passato. Gli stessi che nel presente vediamo confermarsi e aggravarsi in modo preoccupante”.
Movimento Civico Ladispoli Città
