Civitavecchia, il professor Mosconi: "Ecco perché sarà boom per Economia Circolare" • Terzo Binario News

Civitavecchia, il professor Mosconi: “Ecco perché sarà boom per Economia Circolare”

Lug 26, 2018 | Civitavecchia, Comune, Università, Viterbo

La laurea magistrale in Economia Circolare è stata creata a Civitavecchia <perché solo qui ci sono le caratteristiche perfette affinché funzioni, generando professionisti nei settori più disparati>. Il professor Enrico Maria Mosconi spiega in cosa consiste il nuovo corso di laurea (unico in Italia) appena lanciato al polo universitario di piazza Verdi sotto l’egida dell’Università della Tuscia di Viterbo. Il docente entra nel dettaglio: <Civitavecchia presenta peculiarità uniche, testimoniate dalle presenze all’inaugurazione del corso come il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale o quella del presidente di Unindustria Lazio. Non c’è nessun altro luogo dove mettere immediatamente in pratica le lezioni divulgate in aula, attraverso laboratori sul campo. Economia Circolare è una disciplina multidisciplinare e multisettoriale, il cui scopo è quello di risolvere problemi tecnici ed economici. L’idea è del rettore Alessandro Ruggieri, qui l’abbiamo lanciata>. Due anni di corso, 32 csu da acquisire attraverso stage nelle aziende del territorio, project work: una sorta di continuo ibrido teorico-pratico. <Il curriculum green – riprende il professor Mosconi – guarda al settore della manifattura, dell’energia verso Enel e più in generale verso il mondo dell’agroindustria. Invece il curriculum blu si concentra sulle attività marittime. Si pensi soltanto ai 160 milioni di tonnellate che movimenta lo scalo, oppure i 3 milioni di passeggeri in transito. Sono settori che chiedono continue soluzioni alle problematiche che sopraggiungono. Poi c’è la fortuna di avere il Cismar di Tarquinia (centro ricerche marine sempre dell’UniTuscia, ndc) dove con il professor Giuseppe Nascetti si è aperto un fronte di lavoro>. Un esempio del professor Mosconi è esplicativo di cosa andrà a realizzare un neolaureato: <In pochi sanno che i pannolini sono composti dalle migliori plastica e cellulosa, poiché non devono provocare allergie a contatto con pelle dei bimbi. Ebbene, il loro smaltimento deve entrare nel business affinché si recuperino materie prime importantissime da una parte; dall’altra, questo recupero deve generare profitti. Più in generale, le multinazionali progettano continuamente prodotti nuovi ma servono competenze per gestirli. La soluzione è duplice: recupero e guadagno>. Per semplificare al massimo: non si butta niente, con i “sistemi produttivi in ogni Paese che possano drasticamente ridurre l’impatto dei loro processi sull’ambiente, attraverso l’introduzione di un nuovo modo di pensare l’economia” la definizione del corso. E siccome il respiro del corso è internazionale,<passati i primi due cicli, i successivi saranno quasi totalmente in inglese altrimenti mancherebbe un parte decisiva come la specializzazione. Tra l’altro vanno apprese nuove competenze, che vanno dal confronto con enti pubblici e privati al recupero e il riuso di sottoprodotti; dal turismo al mondo delle start-up. La trasversalità è un vantaggio, fra produzione di beni, gestione risorse alla sostenibilità rigenerativa. Basti pensare – la conclusione del professor Enrico Maria Mosconi – che ad Economia Circolare possono accedere persino gli studenti di ingegneria gestionale>.