Ladispoli, tutela minoranze e acqua pubblica. Silvia Marongiu: "Con poco a disposizione faremo molto" • Terzo Binario News

Ladispoli, tutela minoranze e acqua pubblica. Silvia Marongiu: “Con poco a disposizione faremo molto”

Giu 5, 2017 | Ladispoli, Politica, Redazionale

A pochi giorni dall’appuntamento con le urne dell’11 giugno, Silvia Marongiu, esponente della sinistra del locale circolo del PD, sfidante di Marco Pierini alle primarie del centrosinistra, consigliera comunale e responsabile del Forum Immigrazione PD della Provincia di Roma, traccia il suo bilancio e racconta le sue proposte per il futuro. 

Silvia Marongiu, un percorso politico che inizia nel 2005, un’esperienza politica costruita su basi solide durante la quale il confronto con la diversità è stato forse la vera cifra del tuo impegno. Nei giorni in cui persino PD e M5S si confrontano sulla legge elettorale, cosa può dare la tua candidatura alla lista del Partito Democratico e alla città di Ladispoli?

Il mio impegno politico/civico nasce dall’esigenza di dare voce alle minoranze, a chi non ha rappresentanza. Se non altro perché le maggioranze hanno tutti gli strumenti per tutelarsi da sole. In questi anni ho portato l’attenzione alle fasce più deboli, alla difesa dei diritti civili. Al Partito Democratico, alla coalizione che supporta il nostro candidato sindaco Marco Pierini e alla città tutta oggi posso dare quello che mi riconoscono le persone comuni e i miei colleghi politici: dialogo e ascolto per le buone idee. Non e’ un valore fondamentale in questi tempi di scontri e frammentazioni? Voi che girate nel territorio non sentite la necessità di dialogo, ascolto e poi di un’azione conseguente? Ora è il momento di dare segnali forti e inequivocabili ad un paese diventato città in poco tempo, che vive una fase di stanchezza. In questi momenti si fa squadra, non ci sfila con motivazioni che il cittadino fatica a comprendere.

Molti ti conoscono per le energie profuse sul fronte dell’intercultura, ma in dodici mesi di consiglio comunale hai avuto modo di entrare con mani e piedi nelle pieghe di altri settori. Fai parte della commissione affari istituzionali, ma hai vissuto da consigliera anche l’approvazione di un bilancio di previsione molto sofferto. Se dovessi fare un tuo bilancio sugli ultimi cinque anni dell’amministrazione Paliotta cosa diresti, più luci o più ombre?

Un giudizio secco e tagliente non me la sento di darlo. Ci sono più’ luci di quanto possa apparire a chi non conosce il funzionamento della macchina amministrativa e più ombre di quanto vedono coloro che si crogiolano con ciò che di buono è stato fatto. Io dico che solo chi fa, come sosteneva quel vecchio detto, può sbagliare. Siccome tutto è perfettibile sono scesa in campo per essere garante nei confronti di quelle istanze che in questa legislatura non sono state accolte in maniera adeguata. Da questa fase bisogna ripartire con slancio, raccogliendo le migliori energie; solo così questa fiducia non verrà delusa.

Tu sei tra le fondatrici di Italia in Comune, una realtà nella quale centinaia di sindaci, assessori e consiglieri mettono in rete le loro esperienze per condividere buone pratiche di governo. Quale buona pratica messa in opera a Ladispoli proporresti di adottare al consigliere di un altro comune?

L’esperienza di Italia In Comune arriva prima del mio ingresso in Consiglio Comunale (fine 2014); un viaggio nell’Italia che funziona che è andato oltre la sua quarta tappa con un festival sulla democrazia “in tutte le sue declinazioni”. Anche la stampa nazionale ha dato ampio risalto alle nostre iniziative: ne hanno parlato, tra gli altri, i canali radio-tv della RAI, LA7, Tv2000, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. La “little Italy” che supera le lamentele e la rassegnazione per restituire un futuro alle comunità in un periodo in cui i soldi pubblici ne girano pochi. Abbiamo condiviso centinaia di buone pratiche e partecipato a vari tavoli di lavoro. Per quanto riguarda Ladispoli abbiamo avuto occasione di parlare della battaglia e della gestione dell’acqua pubblica. A Maggio del 2017 però la decisione del Consiglio di Stato rigetta il ricorso del Comune di Ladispoli e di altre realtà locali contro la diffida di Acea a cedere la gestione della rete idrica, del depuratore e del servizio idrico in toto. “L’acqua, come stabilito dall’Onu nel 2010, è un diritto umano universale. Senza contare il voto del referendum del 2011 che stabiliva come, nel nostro paese, acqua e gestione pubblica dovessero essere legate indissolubilmente“. Quello che era un esempio di buona pratica sarà anche la mia battaglia contro ogni forma di privatizzazione dell’acqua, bene comune.

Politiche sociali e lavoro sono tra i termini più ricorrenti nel vostro programma. Ma i limiti incontrati ieri saranno quelli di domani, oppure no? Come si fa a non trasformare espressioni come diritto allo studio o diritto all’assistenza scolastica in parole vuote o costantemente svuotate di ogni effettività?

Bisogna avere la forza e la determinatezza nel reclamare risorse che a questa città, negli ultimi anni, sono state negate. Ma non sono sufficienti le battaglie sinergiche fatte con altri comuni o gli emendamenti presentati per calmierare lo strumento del fondo di solidarietà. Le parole sono vuote se chi le pronuncia e’ vuoto. Ho la fortuna di avere il sostegno di eccellenze nei rispettivi campi lavorativi, donne e uomini che senza chiedermi nulla in cambio si sono messi a disposizione per una Ladispoli comunità attiva, dinamica. Alcuni sono nati e cresciuti in questa città, alcuni sono arrivati nel corso di questi anni, altri sono pendolari come me; persone che hanno girato il mondo e che sanno trarre il bello e l’utile dal cambiamento e dalla diversità. Ladispoli non sarà più e solo una città comoda. Sarà una città di belle persone perché i ladispolani capaci lavoreranno qui. Per quanto riguarda il diritto allo studio – oltre a ricordare che le scuole sono presenti in tutti i quartieri, che la biblioteca è stata potenziata, che la mensa e il trasporto scuolabus hanno mantenuto le stesse tariffe – la mia esperienza come membro di consiglio d’istituto di una scuola di Ladispoli, mi ha insegnato che è necessario un dialogo costante non solo con l’ente locale ma con la regione (ved. legge regionale 29/92, il cui ruolo si concretizza in attività di programmazione, indirizzo, coordinamento e sperimentazione e in azioni di supporto diretto). Lavoro e politiche sociali sono due diritti che, per un cittadino, possono e soprattutto devono essere inalienabili. Non ci sono altre parole per descriverli. Ladispoli deve non lasciare indietro nessuno e non si può governare “fino all’impatto” ma trovare una strategia comune: monitorare e cercare risorse non solo attraverso fondi europei, o extra comunali ma facendo rete con le varie realtà del territorio. Posso fare un’unica promessa: con quel poco che avremo a disposizione faremo molto, sarà fondamentale mettere le persone giuste al posto giusto.