Beneficenza sì, solidarietà pure ma che sia funzionale a un aiuto vero. Per questo la Protezione Civile civitavecchiese lancia un appello affinché gli ucraini ospiti del Sunbay abbiano ciò di cui hanno veramente bisogno.
«Svuotare gli armadi non è solidarietà – afferma stentoreo Valentino Arillo – e non solo è unitile ma persino dannoso perché intasa la macchina degli aiuti. Donare oggetti e beni nuovi, con tanto di etichetta attaccata, sì. Perché è vero che l’hotel qualcosa la fornisce ma non dà tutto. E se i profughi dovessero andar via, questi oggetti possono portarli con sé».
Ecco cosa serve: t-shirt di taglie M, L e XL; berretti da baseball di colore chiaro; assorbenti e pannolini numero 3; detergente intimo e sapone liquido per le mani; materiale scolastico come penne, pennarelli, pastelli, quaderni e quadernoni; tute e pantaloncini dalla 36 alla 52; scarpe da ginnastica e ciabatte per la doccia non infradito per bimbi e adulti dal 25 al 40; slip e reggiseni taglie S, M ed L.
«Bisogna ricordarsi che tutto questo è destinato a donne e bambini, quindi bisogna fare attenzione alle taglie» conclude Arillo. Le donazioni, in busta chiusa con nome e cognome sopra, vanno consegnate alla Prociv locale a Fiumaretta.
Nella foto primo esempio di integrazione: la disponibilità della palestra di taekwondo che si coordinata con la Prociv mettendosi a disposizione e ospitando i ragazzi ucraini.
