Torre Valdaliga nord e futuro industriale di Civitavecchia, la Uil: "Basta incertezza" • Terzo Binario News

Torre Valdaliga nord e futuro industriale di Civitavecchia, la Uil: “Basta incertezza”

Gen 15, 2026 | Civitavecchia, Politica

“Il Governo assuma decisioni formali, con strumenti e tempi certi per tutelare lavoro e sviluppo”

La Uil Civitavecchia esprime forte preoccupazione per la situazione che si sta determinando a Civitavecchia sul phase-out di Torrevaldaliga nord e, più in generale, sul futuro industriale ed occupazionale del territorio. Il 31 dicembre è scaduta la convenzione e, ad oggi, non risulta adottata alcuna determinazione formale e definitiva sul destino dell’impianto e sulle prospettive economiche e produttive della città: un’assenza di decisione che sta producendo un effetto paralizzante su programmazione, investimenti e tenuta occupazionale.

Per la Uil il punto è semplice: qualunque scenario (dismissione effettiva oppure mantenimento dell’impianto anche in forme di riserva) deve essere definito con atti formali, trasparenza e responsabilità esplicitate, e soprattutto accompagnato da garanzie verificabili sul piano industriale e occupazionale. Non è accettabile che decisioni che incidono sul futuro economico e occupazionale di un’intera comunità restino sospese tra ipotesi e annunci.

Se lo scenario è quello del phase-out e della dismissione effettiva, è indispensabile che il Governo renda immediatamente operativi gli strumenti per governare la transizione: nomina del commissario straordinario, avvio di un accordo di programma capace di fissare tempi e risorse, e definizione puntuale della cornice che consenta di rendere concretamente utilizzabili le aree e di dare seguito alle proposte già pervenute nell’ambito della manifestazione di interesse promossa a livello nazionale. In assenza di questi passaggi, la transizione resta un enunciato privo di ricadute e il territorio viene esposto al rischio di una crisi industriale e sociale senza precedenti.

Se invece l’ipotesi è il mantenimento in forme di “riserva fredda”, va detto con nettezza che, così come impostata, non rappresenta una soluzione: rischia di diventare un fattore di blocco strutturale, vincolando aree e infrastrutture strategiche e impedendo l’insediamento di nuove attività produttive e portuali che potrebbero generare lavoro stabile e qualificato. Anche in questo caso servono tempi, modalità, standard operativi e impegni conseguenti, in modo rigoroso e vincolante. 

A rendere il quadro ancora più grave è il ritardo sulle politiche per le rinnovabili. In particolare, preoccupa la mancata attivazione delle aste incentivanti per l’eolico offshore previste dal decreto Fer2, che sta indebolendo la credibilità delle politiche di transizione e scoraggiando investimenti in una filiera industriale alternativa e concreta. Civitavecchia ha competenze, collocazione strategica e potenzialità per diventare un hub nazionale dell’eolico offshore con ricadute occupazionali rilevanti: rallentare o sospendere questi percorsi significa perdere opportunità e condannare il territorio all’immobilismo.

Per queste ragioni la Uil Civitavecchia chiede alla Presidenza del Consiglio, al Mimit e al Mase, con il coinvolgimento della regione Lazio, un riscontro scritto, circostanziato e formale sulla linea strategica che si intende perseguire e la convocazione immediata di un tavolo istituzionale, con la partecipazione delle parti sociali e degli enti territoriali, finalizzato a definire in tempi rapidissimi un quadro certo di decisioni, strumenti e tempi.

“Non si può chiedere ai lavoratori di pagare il prezzo dell’indecisione. La tutela dell’occupazione si garantisce con scelte chiare, atti concreti e impegni vincolanti. Il tempo dell’indeterminatezza è finito”, dichiara Giancarlo Turchetti, segretario generale Uil Civitavecchia

La Uil continuerà a sostenere, insieme ai lavoratori e al territorio, ogni iniziativa utile a difendere diritti, lavoro di qualità e prospettive di sviluppo sostenibile, perché non può esistere transizione senza lavoro e non è tollerabile che un’area già segnata da un lungo sacrificio ambientale venga lasciata nell’incertezza.

UIL VITERBO E CIVITAVECCHIA