E aggiunge: “Non esiste un regolamento, ho scritto al Prefetto e alla segretaria comunale”
Ecco la replica alla sindaca Stefania Bentivoglio da parte della consigliera del Pd Sharon Carminelli, sulla vicenda dell’utilizzo dell’aula consiliare che parla di “paradosso”.
“Da una parte la sindaca, sostiene che l’aula abbia una destinazione precisa e che non possa ospitare iniziative politiche, dall’altra però non esiste alcun regolamento che lo stabilisca.
E allora la domanda è molto semplice: a chi si vuole prendere in giro? Se davvero era così importante stabilire regole chiare sull’utilizzo dell’aula consiliare, in quattro anni c’è stato tutto il tempo per fare un regolamento.
Non sono stati capaci neanche di fare questo. E oggi si pretende di sostituire le regole con decisioni a discrezione della Sindaca e dei suoi gusti politici.
Così succede che quando arrivano cinquanta ragazzi e un Onorevole, per la Sindaca, diventa un “saluto istituzionale”, non il raduno di iscritti e militanti di Forza Italia.
Quando invece l’iniziativa non piace, allora improvvisamente diventa propaganda politica.
Il punto politico vero è questo: passa l’idea che il Comune sia una cosa propria, un luogo da concedere o negare a seconda di chi fa la richiesta.
Come se fosse casa di qualcuno e non la casa di tutti.
Il Comune però non è proprietà di chi amministra pro tempore. Il Comune è dei cittadini.
E soprattutto, un consiglio, invece di perdere tempo in questo inutile istituzionalismo tirato fuori solo quando fa comodo e non quando dovrebbe, sarebbe il caso di occuparsi delle questioni serie che riguardano davvero il paese.
Sarebbe il caso di riferire sui soldi che il Comune deve risarcire a Mori.
Sarebbe il caso di parlare delle case popolari. Sarebbe il caso di rispondere sui problemi veri dei cittadini. Perché qui non si sta facendo un dispetto a un partito politico.
Qui si sta facendo un dispetto ai cittadini di Tolfa, negando uno spazio pubblico senza che esista un regolamento e promuovendo un’idea molto grave di cosa significhi per loro gestire il potere.
E la cosa più preoccupante è proprio questa idea di amministrazione:
regole che non esistono ma che si applicano lo stesso,decisioni che cambiano a seconda delle persone, istituzioni trattate come spazi privati.
Ho scritto personalmente al Prefetto e alla segretaria comunale”.
