Riceviamo e pubblichiamo al presidente del consiglio di Bracciano Luca Testini – “Non c’è più da sorprendersi delle dichiarazioni dei Consiglieri Gentili, Mango, Mauro, Tellaroli e Persiano, pubblicate e che contengono la loro personale e parziale visione dei fatti accaduti in aula consiliare il 28 u.s. e non anche le risultanze del Verbale della riunione dei Capi Gruppo del 08.09.2017.
Riescono ad accusare il Presidente del Consiglio di non garantire i diritti delle minoranze ma impediscono la costituzione di una commissione di inchiesta, escono dall’aula pur di non votare, dopo avere rifiutato la Presidenza nel passato consiglio giustificandosi che non riuscirebbero a partecipare ai lavori della commissione in quanto impegnativi e in contrasto con gli impegni dell’attività professionale svolta dai Consiglieri.
Riescono ad accusare il Presidente del Consiglio di avere sciolto le commissioni consiliari permanenti consultuve quando nella riunione dei Capi Gruppo, veniva verbalizzato che “all’unanimità si concordava di rivedere le commissioni sulla base delle norme vigenti” e il Consigliere Gentile rappresentava che “l’eventuale revoca delle commissioni sarà oggetto di discussione in Consiglio comunale”, ciò che è puntualmente avvenuto e il Consigliere Gentile non ha prodotto alcun parere o sentenza a sostegno delle sue interpretazioni, che seppure appartenenti a un fine giurista quale egli è, non è stato ritenuto dai Consiglieri presenti in aula sufficiente a ribaltare quello espresso dal Ministero e dalla dottrina.
Se poi la votazione non ha avuto l’esito che il Consigliere Gentile e gli altri Consiglieri si auspicavano, il Presidente non può cambiarlo, ma al contrario deve garantire che il voto del Consiglio comunale ottenuto a maggioranza secondo i principi democratici deve essere rispettato.
Diversamente qualora lo ritenessero lesivo delle loro prerogative, potranno impugnarlo innanzi al Tribunale Amministrativo.
Inconcepibile l’accusa sul mancato rispetto delle loro prerogative istituzionali in merito alla mancata trattazione da parte del Consiglio comunale della mozione in merito alla DGC n. 115/2017.
Rientra nei poteri del Presidente del Consiglio Comunale quello di garantire che la mozione presentata dai Consiglieri fosse inserita tra o punti posti nell’OdG, cosa che è puntualmente avvenuta.
Non rientra nei poteri del Presidente del Consiglio invece quello di impedire ai Consiglieri, nella fattispecie il Sindaco, di esercitare il diritto di presentare questioni preliminari e sospensive che, per regolamento, devono essere sottoposte a votazione dei presenti prima di passare alla trattazione dell’argomento, nella fattispecie la mozione, e che se approvate dalla maggioranza dei Consiglieri, non permettono la trattazione dell’ argomento che, non è stato affatto soppresso, ma solo rinviato.
Il Presidente del Consiglio Comunale, al contrario di quanto ritengono i Consiglieri che si dolgono, ha il dovere di garantire i diritti sia dei Consiglieri che avevano presentato l’emendamento, sia del Sindaco che presentava le pregiudiziali e sospensive, e se approvate dalla maggioranza, il dovere di non fare iniziare la trattazione dell’argomento posto all’OdG, cosa che si è puntualmente verificata.
Quindi non hanno motivo di lamentarsi e parlare di mancata partecipazione e trasparenza i Consiglieri, tranne che non vogliamo sostenere che il Presidente del Consiglio comunale avrebbe dovuto riconosce il loro diritto e disconoscere quello del Sindaco.
Avrebbero fatto meglio i Consiglieri, invece lamentarsi e di scrivere, a rispettare i diritti degli altri prima di pretendere il rispetto dei loro.
Comunque, prima ancora di leggere l’articolo il Presidente del Consiglio Comunale, proprio per garantire i diritti dei cinque Consiglieri di sottoporre all’esame del Consiglio comunale la mozione presentata aveva inviato una PEC alla Segretario Generale, al Sindaco, a tutti i Consiglieri Comunali, a tutti gli Assessori e ai Capi Gruppo nella quale, tra l’altro, si comunicava: “visto le questioni sospensive approvate dal Consiglio Comunale nella seduta del 28 u.s. in merito all’ esame della mozione presentata in data 11.8.2017 dai Consiglieri Gentili, Mango, Mauro, Tellaroli e Persiano, assume un carattere di urgenza al fine di garantire il rispetto delle prerogative dei Consiglieri della minoranza pochè, il Consiglio Comunale potrà e dovrà procedere all’ esame e trattazione della mozione una volta venuta meno la questione sospensiva.
Per tali motivi dovendo procedere alla improcrastinabile convocazione del Consiglio Comunale per il giorno 12 ottobre 2017 ribadisco la necessità che vengano predisposte e poste nella mia disponibilità, in tempo utile per poter procedere alla convocazione del Consiglio Comunale, le preposte delle delibere di cui sopra complete dei necessari pareri “
Invio in futuro i cinque consiglieri che pubblicano l’articolo a non lasciarsi andare a dichiarazioni sullo svolgimento dei lavori del Consiglio e sui comportamenti del Presidente del Consiglio comunale destituite di fondamento.
