Sport elettronici: 5 consigli per diventare gamer professionista • Terzo Binario News

Sport elettronici: 5 consigli per diventare gamer professionista

Gen 31, 2022 | Redazionale

Il mondo dei videogiochi è mutato del tutto negli ultimi 20 anni.

Dai platform ad 8 bit si è passati ai primi giochi in 3D, il cui successo ha superato ogni aspettativa, tanto da relegare alcuni grandi classici alla categoria dei titoli di nicchia.

Chi avrebbe mai detto, però, che un giorno giocare ai videogame sarebbe diventato addirittura un lavoro?

Gli Esports, vale a dire gli sport elettronici, sono ormai sulla scena da quasi un decennio e si preparano a rimpolpare il programma delle competizioni olimpiche. Stiamo parlando di una professione creata quasi dal niente, unendo l’estro dei gamer al pratico: i social hanno ricoperto un ruolo fondamentale in questo caso e le piattaforme di condivisione video ci hanno messo il carico da novanta restituendo ai vecchi appassionati di videogiochi la gloria che sognavano da tempo.

Per diventare professionisti non esiste un vero e proprio vademecum, ma è possibile seguire alcuni passaggi per acquisire quantomeno la forma mentis tipica dei migliori gamer. Ogni gioco propone i suoi automatismi e un player degno di questo nome deve prendere dimestichezza con le varie combinazioni di pulsanti richieste per non farsi trovare mai impreparato: si pensi ad esempio a un gioco di simulazione calcistica, in cui gli atleti virtuali possono compiere molteplici mosse e gesti tecnici.

Un aspirante gamer deve saper accettare inoltre di dover partire dal basso: di norma, l’esperienza si accumula nei tornei locali. Finché non ci si misura con più tipologie di avversari, anche se si è oggettivamente portati non si è in grado di comprendere a tutti gli effetti quale sia il proprio livello di bravura. D’altro canto, è una legge valida per ogni contesto agonistico: anche gli atleti veri e propri o i migliori giocatori di blackjack di sempre hanno dovuto sudare prima di calcare i più grandi palcoscenici. La sorpresa è costantemente dietro l’angolo.

Un terzo consiglio riguarda l’affiliazione alle piattaforme come Youtube e Twitch, ritenute nell’ambiente l’ideale per farsi conoscere e confrontarsi con chi condivide la propria stessa passione. Ogni anno centinaia di gamer in ogni il mondo intrattengono per ore i propri follower semplicemente giocando ai videogiochi, mostrando loro come superare determinati ostacoli o esponendo le proprie valutazioni sui vari titoli. Insomma, bisogna sapersi vendere ed essere amministratori di se stessi, per quanto i gamer più eccelsi vengano poi ingaggiati da grandi società, solitamente sportive, per competere ad alti livelli nelle grandi manifestazioni internazionali.

Se si vuole mirare esclusivamente al guadagno, la strada si fa proibitiva, ma non impossibile. Va da sé che in questo caso si dovrebbe puntare in primis ai giochi più seguiti, che pagano maggiormente. Potrebbe sembrare un discorso venale, eppure è un aspetto che nemmeno i più grandi gamer al mondo sottovalutano, arrivando talvolta ad approcciare per la prima volta a titoli che prima avevano snobbato, così da allargare anche il proprio seguito. Infine, non bisogna dimenticare l’importanza dell’allenamento. Ormai i videogiochi sono sempre meno ripetitivi e ogni partita è letteralmente diversa dall’altra: in uno sparatutto, ad esempio, sono migliaia i fattori che possono cambiare l’andamento di uno scontro. I gamer professionisti si allenano parecchie ore al giorno e di conseguenza devono sacrificare altre attività del quotidiano. Si tratta di una sorta di investimento, che non può essere alla portata di tutti. L’importante è restare sempre e comunque aggiornati sulle ultime novità.