Sovraindebitamento: padre di famiglia schiacciato dal fisco, il Tribunale di Roma apre la procedura di liquidazione controllata • Terzo Binario News

Sovraindebitamento: padre di famiglia schiacciato dal fisco, il Tribunale di Roma apre la procedura di liquidazione controllata

Gen 28, 2026 | Cronaca, Roma

L’uomo aveva accumulato oltre 197mila euro di insolvenze per problemi fiscali legati a una vecchia partita Iva ma grazie alla Legge salva-suicidi verserà solo una minima parte del dovuto

ROMA – Una sentenza che segna un nuovo inizio per Marco, impiegato romano e padre di due figli. Il Tribunale di Roma ha accolto l’istanza presentata dai professionisti di Legge3.it, aprendo la procedura di Liquidazione Controllata. Questo provvedimento permetterà all’uomo di liberarsi dal peso di 197.260 euro di debiti (accumulati quasi interamente con l’Erario) attraverso un percorso che porterà alla cancellazione definitiva del residuo non pagato. Non si tratta di una cancellazione automatica o immediata, ma dell’apertura di un iter legale che, subordinatamente al corretto adempimento del programma, condurrà all’esdebitazione finale.


LA STORIA
La vicenda di Marco è emblematica e comune a molti lavoratori italiani. Non ci sono spese folli o vita sopra le righe, ma un “cortocircuito” fiscale. Marco, pur essendo lavoratore dipendente, aveva aperto in passato una Partita IVA in regime forfettario per arrotondare le entrate. A causa di una errata gestione fiscale e di errori imputabili al commercialista, si è creata una situazione di debito latente esplosa a distanza di anni. Tra imposte, sanzioni e interessi, il debito con il Fisco è lievitato fino a quasi 200mila euro.
Marco ha tentato la via delle rateizzazioni, ma la riduzione dell’attività lavorativa nel periodo post-pandemico ha reso impossibile onorare le scadenze senza compromettere la sussistenza della famiglia.


LA SOLUZIONE DEL TRIBUNALE
Di fronte all’evidenza che il debitore non possiede immobili né beni di valore rilevante (eccetto una quota del 20% di una Srls, stimata in 1.000 euro) e che il suo stipendio è necessario al mantenimento della famiglia, il Giudice ha approvato il programma di liquidazione proposto da Legge3.it. In base al programma Marco metterà a disposizione della procedura circa 400 euro al mese per 36 mesi (oltre al ricavato della quota societaria), per un totale di circa 15.400 euro. Il resto del debito, cioè oltre 180.000 euro, diverrà inesigibile al termine dei tre anni, una volta ottenuta la sentenza di esdebitazione.


L’ESPERTO: PADRE DI FAMIGLIA LIBERATO DALL’ERGASTOLO DEL DEBITO
Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3.it, realtà di riferimento in Italia per la gestione delle crisi da sovraindebitamento, commenta così il risultato: «La storia di Marco dimostra quanto sia sottile la linea che separa una vita tranquilla dal baratro finanziario. Non parliamo di chi ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, ma di un cittadino vittima della burocrazia e di errori altrui. Il Tribunale di Roma ha applicato la legge come strumento di giustizia sociale. Pretendere che un padre di famiglia dovesse restituire 197mila euro con uno stipendio normale significava togliergli ogni prospettiva di vita dignitosa. Con l’apertura della Liquidazione Controllata abbiamo dimostrato lo stato di oggettivo sovraindebitamento di Marco e la totale assenza di atti in frode ai creditori. Questa procedura, infatti, non premia i furbi ma offre una seconda chance a chi, senza colpa, si trova nell’impossibilità di pagare. Marco pagherà solo quello che può, trattenendo il necessario per una vita decorosa, e al termine dei tre anni potrà ottenere l’esdebitazione. È una vittoria della civiltà giuridica contro l’ergastolo del debito».