Serie D o Interregionale: viaggio nel campionato dei semiprofessionisti italiani, fra aneddoti e storia e attualità • Terzo Binario News

Serie D o Interregionale: viaggio nel campionato dei semiprofessionisti italiani, fra aneddoti e storia e attualità

Mag 21, 2022 | Redazionale, Sport

Che si chiami Serie D, Interregionale, Quarta Serie o Campionato Nazionale Dilettanti cambia poco: la passione per la massima categoria italiana dei semiprofessionisti appassiona gli amanti del calcio nazionale in tutto il Paese.

Per squadre dal passato glorioso – anche recente – è un spauracchio, delle “forche caudine” da attraversare prima di riaffacciarsi fra i pro; per chi sale, un obiettivo, un’ambizione, un’aspirazione, un sogno.

E i calciatori? Uno spartiacque fra chi cerca una strada per rilanciarsi e chi invece pensa a un trampolino per sperare nel salto fra i prof.

Le nobili prima decadute, poi resuscitate

Alcuni esempi di questi giorni: la Clivense, che Sergio Pellissier ha fondato sulle ceneri del Chievo utilizzando il sistema del crowdfunding, sta sperando di essere iscritta alla serie D per riprendere il suo cammino e sembra vicina l’acquisizione di un titolo proveniente da una società veneta. Il Bari, pochi anni fa, ripartì da qui per ritrovarsi ora in serie B. Cammino pressoché identico del Parma e del Modena, riammesse fra i Cadetti, il Palermo è l’ultima grande passata attraverso la categoria.

Ma non è solo “purgatorio”: la serie D è anche un traguardo per chi ha sempre militato nelle categorie regionali.

Chi c’è e chi c’è stato

La Serie D è una categoria che “piace” al Litorale laziale, visto che sono tantissime le realtà che militano in Serie D o che ci hanno militato.

Fra le nobili decadute vanno annoverate il Civitavecchia Calcio, l’asd Ladispoli, l’Ostiamare, il mentre nell’attualità il fatto che militino formazioni dal passato recente come il Montespaccato Savoia dimostrano come ci sia possibilità per tutti di arrivare al massimo campionato dilettantistico di fronte a una programmazione capace di funzionare.

Al momento ci giocano la Torres di Sassari, il Cynthia e il Gladitor ovvero società che hanno alle spalle diversi campionati di C2 ma che ora si sono stabilizzate.

E come dimenticare il miracolo-Monterosi che, vinta la serie D, è persino arrivato ai play-off di serie C in un girone durissimo composto da corazzate come Bari, Palermo, Catanzaro, Monopoli, Catania, Taranto, Foggia Avellino e Latina.

Le promosse in D di oggi

Allo stato attuale, diverse piazze dal passato importante possono esultare per il ritorno in serie D. Infatti calcheranno i campi del massimo campionato dilettanti squadre come il Barletta, il Portogruaro, l’Orvietana, la Vigor Senigallia, il Lumezzane, Tivoli e Lupa Frascati, la Puteolana, il Ragusa e il Matera.

Invece hanno trovato spazio in serie C, dopo galoppate entusiasmanti, Novara e Rimini.

La storia

Questa più o meno la fotografia attuale. Il campionato di Serie D ha anche attirato l’attenzione dei migliori siti di scommesse sul calcio in Italia perché dietro di sé presenta una storia che risale ai decenni passati, fatta di esultanze, delusioni, stadi pieni e curiosità.

La storia della Serie D inizia nel 1952, quando si decise di riformare il vecchio Campionato di Promozione interregionale (disputato per i quattro anni precedenti) e creare il campionato di Quarta Serie su scala nazionale.

L’intento era quello di costituire un torneo professionistico inferiore alla Serie C, composto da 128 squadre divise in otto gironi. Col passare degli anni, aumentarono sia le squadre che i gironi, gestiti dalla Lega Nazionale Semiprofessionisti con sede a Firenze.

Solo nel 1980, la Serie D passa sotto la gestione della Lega Nazionale Dilettanti di Roma e del Comitato Nazionale per l’Attività Interregionale, a cui viene affidata l’organizzazione del torneo interregionale.

I record

Attualmente, la Serie D è divisa in 12 gironi, composti da 16 squadre, con una promozione e tre retrocessioni per girone.

Ma qual è la compagine che può vantare più presenze in serie D? È una squadra del nord, piemontese per la precisione: il Cuneo, che si è iscritto per 45 stagioni sportive.

Ma non è cuneese il record di partecipazioni consecutive, che spetta a una squadra del centro Italia e a un’altra piemontese, entrambe con 23 partecipazioni: si va in Toscana dove risiede il Sansepolcro. L’undici aretino giocò dal 1994-95 al 2016-17 mentre il Borgomanero è stato in serie D dal 1961-62 al 1983-84.

Per quanto attiene invece la regione che detiene il maggior numero di partecipazioni al campionato di Serie D la medaglia spetta alla Lombardia. A fare la differenza sono i numeri delle formazioni iscritte, che danno anche un’idea di come sia distribuito il movimento dilettantistico in Italia.

Infatti sono 171 squadre dilettantistiche lombarde mentre è la Campania la regione che annovera nella sua bacheca il numero più alto di vittorie dello Scudetto di categoria (6).

La Juve Stabia, il Sorrento, il Como e il Perugia, hanno vinto nella stessa stagione il girone di Serie D e la Coppa Italia Serie D.

A due laziali su quattro spetta il record di aver vinto nella stessa stagione il girone di Serie D e la Coppa Italia Dilettanti: sono la Lodigiani e l’Astrea, a cui vanno aggiunti il Montevarchi e il Varese.

La gloriosa Pro Vercelli è l’unica squadra già campione d’Italia ad aver conquistato il trofeo. La stessa Pro Vercelli, oltre ad altre corazzate come Venezia, Siena, Pro Patria, Bari e Avellino sono le squadre ad aver disputato la Serie A e ad aver vinto il trofeo.

Infine la piazza che ha “sentito” maggiormente la serie D è quella di Palermo: infatti in una sola stagione sono stati sottoscritti 10.446 abbonamenti (2019-2020).

Insomma la categoria che rappresenta maggiormente le città italiane è la serie D, il cui fascino rimane immutato fra chi ambisce a centrarla per consolidarsi nel calcio nazionale – anche se non professionista – e chi deve affrontarla, con tutte le difficoltà del caso. Una forgia per calciatori e società, per consolidare le certezze e con lo sguardo rivolto al futuro.