Si stava affievolendo il ricordo della “protesta” di massa inscenata dalla Polizia di Roma Capitale durante la notte di Capodanno, che Ignazio Marino è tornato a minacciare provvedimenti e licenziamenti contro i dipendenti ATAC che con lo sciopero di venerdì 17 aprile hanno causato gravi disagi e disservizi ai passeggeri.
“Chi venerdi’ ha sbagliato dovra’ pagare, e perdera’ il posto di lavoro” ha tuonato il primo cittadino di Roma Capitale.
E questo concetto verrà ribadito nel corso della Commissione d’inchiesta interna ad Atac, voluta dal Campidoglio che si insediera’ stamattina .
Secondo Ignazio Marino i disservizi provocati dallo sciopero, soprattutto sulla linea A della metropolitana, non devono restare impuniti.
A difesa dei lavoratori sono scesi in campo i sindacati. La CGIL parla di “caccia alle streghe” e di “giustizialismo sommario che colpisce i lavoratori non risolvendo il problema”. Oltre alla commissione interna, stamattina anche l’Autorita’ di garanzia per gli scioperi potrebbe avviare il procedimento di valutazione su quanto accaduto, e la Procura di Roma aprire il fascicolo alla luce dell’esposto del Codacons che segnala i reati di interruzione di pubblico servizio, violenza privata nei confronti degli utenti, ‘attentati alla sicurezza dei trasporti’. L’attenzione, che prima si era concentrata su un macchinista secondo i passeggeri ‘colpevole’ di aver cominciato 10 minuti prima lo sciopero, innescando l”occupazione’ del convoglio da parte dei passeggeri, adesso si sta spostando verso la Dct (direzione centrale traffico) che avrebbe dato l’ordine di fermare i treni ed evacuare i convogli, con conseguente caos generale. “Ma qualsiasi ipotesi di individuazione dei responsabili e’ fuori luogo, visto che la Commissione si riunira’ solo domani”, fanno sapere dall’assessorato alla Mobilita’. Tuttavia emergono anche altri fattori che la Commissione potrebbe prendere in esame: i macchinisti delle metro di Roma sono 490 e, secondo il contratto nazionale, devono lavorare 6 ore e 10 minuti, per 6 giorni alla settimana. “A Milano un macchinista della metro lavora oltre 1150 ore l’anno, a Roma solo 720 ore l’anno”, ha detto ieri furibondo il sindaco. Le ore effettive di guida a Roma, fanno sapere da Atac, sono solo 3, se non si aggiungono gli straordinari. Il resto del tempo, 3 ore e 10 minuti, “sono tempi tecnici – dicono ancora dall’azienda di trasporto capitolina – manovre”. Un macchinista, che preferisce rimanere anonimo, confermando le parole di Atac, ma aggiunge: “Non esistono tutte queste ore di manovra, molti se ne vanno anche a casa. Certo e’ che questa situazione va avanti da qualche anno, e se le cose stanno cosi’ e’ perche’ qualcuno glielo ha permesso e continua a permetterglielo. Adesso la cosa fa clamore solo perche’ venerdi’ a causa dello sciopero c’e’ stato il panico”. Sulla stessa linea il segretario generale della Filt Cgil Roma e Lazio, sigla che non ha promosso lo sciopero di venerdi’, Alessandro Capitani: “Quando ci sono questioni di ordine pubblico non si possono scaricare le colpe della disorganizzazione sui lavoratori, l’organizzazione e’ competenza degli organismi preposti: non solo i vertici aziendali ma anche eventualmente le forze dell’ordine”. L’Ugl invece, promotore dello sciopero, non abbassa la guardia: “Stiamo gia’ programmando un altro sciopero. Prossimamente lo annunceremo”, ha detto ieri il segretario Autoferrotranvieri Ugl Roma-Lazio Valentina Iori. Intanto l’assessore capitolino alla Mobilita’ Guido Improta detta la sua linea: “Piu’ soldi a chi lavora di piu’. L’obiettivo e’ allargare questo metodo che sta dando ottimi risultati anche alle altre famiglie professionali, a partire proprio da autisti e macchinisti”. E Atac: “Stiamo cercando di diminuire i cosiddetti tempi tecnici e aumentare le ore di guida, per fornire un miglior servizio alla citta’”.
Il caos Vigili Urbani dello scorso 31 dicembre fu seguito da polemiche e minacce di licenziamenti per gli agenti infedeli. E’ tutto finito in una bolla di sapone e i vigili urbani sono rimasti al loro posto. Sarà l’esito di questa nuova polemica?
