Il Consiglio di Stato, dopo la bocciatura del Tar, ha preferito sospendere il giudizio sul bando dei rifiuti emesso dal Comune di Ladispoli e vinto dalla Tekneko.
La Massimi, l’azienda uscente, ha presentato ricorso prima al Tribunale Regionale – di fatto perdendolo insieme agli altri due appelli presentati – e poi alla Consulta. Quest’ultima però ha deciso che “in ragione dell’urgenza e del pregiudizio prospettato, può essere fissata la camera di consiglio del 6 febbraio 2020, affinché l’appello cautelare sia esaminato nel rispetto del principio del contraddittorio; Considerato che, di conseguenza, va fissato il termine del giorno 5 febbraio 2020, ore 15, per il deposito di atti e documenti, salve le ulteriori valutazioni del collegio relative a tutti i profili sostanziali e processuali del presente giudizio; Rilevato che non sussistono elementi per disporre l’accoglimento della domanda volta ad incidere sugli effetti degli atti del procedimento; respinge la domanda dell’appellante volta alla emanazione di una favorevole misura cautelare monocratica. Fissa, per la discussione, la camera di consiglio del giorno 6 febbraio 2020 e fissa altresì il termine delle ore 15 del giorno 5 febbraio 2020, per il deposito di atti e documenti.
