Rifiuti, esalazioni dal Tmb di Rocca Cencia: impianto sequestrato e indagati manager di Ama • Terzo Binario News

Rifiuti, esalazioni dal Tmb di Rocca Cencia: impianto sequestrato e indagati manager di Ama

Lug 13, 2020 | Ambiente, Cronaca, Rifiuti, Roma

In azione i carabinieri su disposizione della procura di Roma: prodotta una qualità di scarto troppo spesso inferiore agli standard stabiliti dalla legge

di Stefano Marzetti

Dopo gli esposti contro le presunte esalazioni prodotte dal trattamento dei rifiuti nell’impianto Tmb di Rocca Cencia, arriva oggi il sequestro da parte dei carabinieri e la notizia di un’indagine a carico di manager di Ama, in attività o pensionati. Il sequestro dell’impianto – che secondo la relazione dei periti sarebbe difettoso – con cui Ama stabilizza i rifiuti indifferenziati della Capitale, attuato in via cautelativa, è stato ordinato dalla procura di Roma. È stato nominato come amministratore giudiziario Luigi Palumbo, che ricopre lo stesso ruolo per la Colari.

I manager indagati sarebbero Massimo Bagatti (ex direttore operativo ora all’ufficio studi), Stefano Bina (ex direttore generale), Marco Casonato (direttore operativo), Emanuele Lategano (responsabile impiantistica), Riccardo Stracqualursi (responsabile del sito di Rocca Cencia) e Pietro Zotti (ex responsabile degli impianti). L’ipotesi di reato, in concorso, sarebbe di “attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione”, come previsto dall’articolo 256 del codice ambientale.

In sostanza l’impianto di Rocca Cencia produce una qualità di rifiuto troppo spesso inferiore agli standard stabiliti dalla legge. I pubblici ministeri capitolini, quindi, stanno valutando di cambiare l’ipotesi di reato in “attività di gestione di rifiuti non autorizzata”. Dopo il sequestro l’attività dell’impianto si è fermata. Secondo la procura, inoltre, i manager indagati non avrebbero rispettato le condizioni stabilite dall’Aia (autorizzazione di impatto ambientale), “effettuando una produzione di rifiuti difforme alle quantità riportate nella predetta Aia e nelle specifiche BAT (Best Available Techniques).