Randagismo in crescita: che cosa fanno Ladispoli e Cerveteri? • Terzo Binario News

Randagismo in crescita: che cosa fanno Ladispoli e Cerveteri?

Feb 10, 2013 | Ambiente, Cerveteri, Ladispoli

Immagine petizione animaliQuando si parla dell’universo a “quattro zampe” il richiamo alla voce “randagismo” diventa quasi scontato. Il problema di cani e gatti vittime di abbandono tocca numeri decisamente elevati.

Si parla di animali reduci dell’inciviltà dei loro padroni ma con pieno diritto di un aiuto comune esplicitamente racchiuso nella Legge 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo).

I Comuni di Ladispoli e Cerveteri, però, oltre al problema in questione devono affrontare un altro ostacolo sempre a scapito degli animali. Le due città, infatti, non possiedono dei canili a disposizione e gli animali randagi vengono portati in due canili privati a cui entrambi i comuni si appoggiano: uno sulla Braccianese, l’altro a Capena.

Un problema non di poco conto se si pensa che il costo delle amministrazioni comunali sostenuto annualmente per la gestione e il mantenimento dei cani randagi ha delle cifre molto alte (a Cerveteri per esempio i dati parlano di circa 80 mila euro annue), senza considerare che la natura di questo rapporto “monetario” tra Comune e canili privati crea un conflitto di interesse tra i gestori che non sono sollecitati a favorire le adozioni e le Amministrazioni che ne sostengono i costi.

Per far fronte al problema Ladispoli e Cerveteri, per voce dei Sindaci Enzo Paliotta e Alessio Pascucci e della delegata alle Politiche per i Diritti degli animali di Cerveteri, Roberta Rognoni, sono impegnate a reperire terreni e risorse per realizzare delle strutture consone per l’accoglienza e la cura di questi animali. Si parla di un progetto comprensoriale in sinergia tra i due comuni. Pochi giorni fa la stessa delegata Rognoni era intervenuta sul tema facendo il punto sulla campagna adozioni e la stesura del regolamento comunale da lei portata avanti.

La questione inerente al randagismo, però, deve essere considerata dovere morale da parte dei cittadini (su cui, chiaramente gravano i costi della gestione) che dovrebbero innanzitutto dotare di microchip i propri cani e i iscriverli all’Anagrafe Canina (per i gatti non è ancora obbligatorio l’inserimento del microchip, ma è presente in Italia l’Anagrafe Nazionale Felina, già riconosciuta dal Ministero della Salute, dove è possibile, tramite l’ausilio del proprio veterinario, registrare il gatto dotato di microchip in una banca dati nazionale).

Il cittadino che trova un animale abbandonato può rivolgersi alla Polizia locale del proprio comune che a sua volta si rivolgerà alle Asl di competenza.

Ma rimane un nodo cruciale proprio quello inerente allo svuotamento dei canili stessi di cui si occupano in maniera sostanziale molti volontari (che pagano di tasca propria anche le cure veterinarie degli animali ritrovati) e associazioni del territorio come “Animaliberi ONLUS”, un gruppo di persone che quotidianamente ottiene risultati nel campo delle adozioni e degli smarrimenti.

Le cosiddette “gattare”, poi, fanno da  parte loro un buon lavoro curando le colonie feline e preoccupandosi delle sterilizzazioni, che vengono fatte dalla ASL solo a Bracciano. Anche le gattare, come i volontari, pagano di tasca propria questi interventi coadiuvate dalla collaborazione dei veterinari che, adottando tariffe agevolate, fanno la loro parte di volontariato. L’incentivazione delle sterilizzazioni resta un importante passo a favore della campagna contro il randagismo.

Recentemente  con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 217 del 9 ottobre 2012 è stata data attuazione alle modifiche al Codice della strada in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità. Gli enti locali e le Asl dovranno, quindi, anche attrezzarsi per rendere efficace il provvedimento.

Il Legislatore del 2010 ha, infatti, inserito nell’art. 189 il comma 9-bis che fa “obbligo agli utenti della strada, in caso di incidente da essi provocato e da cui sia derivato danno ad uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, di fermarsi per prestare tempestivo soccorso agli animali investiti, punendone l’inosservanza con il pagamento di una sanzione amministrativa da euro 389 a euro 1.559. La norma pone un obbligo di tempestivo soccorso anche a carico degli utenti che non abbiano determinato l’incidente con il loro comportamento, ma che siano comunque coinvolti nello stesso, sanzionando in questo caso la violazione dell’obbligo di soccorso con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 78 ad euro 311.
In virtù della previsione di un vero e proprio obbligo giuridico di soccorso a favore degli animali vittime di incidenti stradali, il Legislatore ha modificato anche l’art. 177, comma 1, del Codice della strada, consentendo l’utilizzo dei dispositivi acustici di allarme e di segnalazione visiva (luce lampeggiante blu) ai conducenti di autoambulanze veterinarie e dei mezzi di soccorso per il recupero degli animali o di vigilanza zoofila”.

Recentemente un gruppo di volontari di Ladispoli e Cerveteri ha lanciato in rete una petizione con raccolta di firme per sensibilizzare sia i cittadini che le istituzioni alla causa “randagismo”. Con questa petizione i volontari si propongono di raccogliere 1000 adesioni, continuando la raccolta firme anche durante le prossime sagre e feste del territorio, quando saranno anche in grado di aggiornare i cittadini sugli sviluppi della causa.

Il randagismo è un problema che chiama all’appello tutti i cittadini sia da un punto di vista etico che economico. Sia per coloro che possiedono degli animali e che di conseguenza devono seguire tutte le norme a loro favore, che per chi non ne possiede ma si trova di fronte al fenomeno reagendo con indifferenza. Importante, poi, sottolineare la battaglia seguita dalle Associazioni per spronare l’adozione degli animali “dietro le gabbie” che necessitano di cure e padroni, piuttosto che solamente quella di animali di razza, perché così è stabilito dalla moda.

Come diceva lo stesso Gandhi “la grandezza e il progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali”. Sarebbe utile rendersene conto.

Simona Giovanna Virgili