Anche quest’anno si terrà la tradizionale cerimonia istituzionale, con la deposizione di una corona di fiori, in Piazzale dei Caduti presso la targa che ricorda tutti/e coloro che hanno perso la vita lavorando.
Questa tradizione è stata fortemente voluta e portata avanti dai comunisti e dalla sinistra ladispolana, sempre vicina a chi lavora e a chi cerca lavoro e da sempre in prima fila per la difesa dei diritti dei lavoratori.
Mai come quest’anno, però è importante che non si tratti di una mera celebrazione a ricordo delle vittime.
Il continuo stillicidio delle morti sul lavoro prosegue, purtroppo senza sosta e non accenna a diminuire.
Questo è il prodotto della mancanza di una seria legge e di regole stringenti in materia di sicurezza, in un paese che all’Articolo 1 della propria Costituzione recita che “l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro”. Le politiche neoliberiste condotte dai vari governi succedutisi negli ultimi decenni, hanno, di fatto creato una mentalità esclusivamente imprenditoriale ed il lavoro non viene più considerato un valore fondante della nostra società. Le regole sulla sicurezza vengono troppo spesso, criminalmente, viste come ingombranti lacciuoli all’arricchimento personale. Mentre in paesi come la Spagna si creano nuove leggi più stringenti in materia di lavoro che fanno crescere i rapporti e le assunzioni a tempo indeterminato, creando sicurezza sociale, in Italia si moltiplicano le forme di lavoro precario, sfruttato e sottopagato e nonostante le dichiarazioni roboanti del governo Draghi, non si individuano inversioni di tendenza. E’ necessaria una nuova Carta del Lavoro, il ripristino e l’applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, abolito da Renzi, che non permetta licenziamenti senza giusta causa e venga applicato anche nelle aziende sotto i 15 dipendenti. Tale abolizione non ha prodotto nuovi posti di lavoro. Ha solo aumentato la precarietà e lo sfruttamento.
Anche nella nostra città il lavoro soprattutto quello giovanile è qualcosa di solamente temporaneo, senza prospettive future e spesso senza nemmeno i dovuti contributi previdenziali. La stragrande maggioranza dei giovani ladispolani devono quotidianamente spostarsi a Roma o a Civitavecchia per trovare occasioni di impiego e questo perché non sono mai state attuate politiche locali che sviluppassero progetti seri per la creazione di posti di lavoro.
Francesco Cosentino, ideatore della cerimonia, da sempre impegnato su questi temi e vittima lui stesso di un grave incidente sul lavoro afferma che “Non servono schermaglie e meno che mai rinvii. Serve una nuova legge più severa in materia di sicurezza sul lavoro. E‘ tempo di scelte serie”.
Partito della Rifondazione Comunista – circolo di Ladispoli
Sinistra Ecologista di Ladispoli
