Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato Gnazi – “Non voglio commentare la sentenza emessa ieri nel processo Vannini dalla Corte di Assise di Appello. Soprattutto questa volta, è davvero necessario attendere le motivazioni: in estrema sintesi, è essenziale capire se l’esclusione del dolo sia conseguente ad errata ricostruzione dei fatti oppure (correttamente ricostruiti i fatti, che ormai conoscono anche i bambini) si sia ritenuto che, ciononostante, andava escluso il dolo e di conseguenza comminate pene da molti ritenute ridicole.
L’attesa sarà breve (45 giorni) come, d’altra parte, è stata breve la Camera di Consiglio (se non erro, incluso il giusto ristoro, meno di due ore).
Quello che voglio dire è che, nell’immediato (In disparte lo sconcerto sul trattamento sanzionatorio) sono stato colpito dalla espressione severa con cui il Presidente della Corte ha accompagnato l’uscita dall’Aula di Marina dopo che questa, palesemente sconvolta, si era avvicinata, per pochi secondi, allo scranno dei Giudici: “Se volete fare una passeggiata a Perugia, ditelo…”. Una eventuale “passeggiata” nella bellissima Perugia: non a scopi turistici, evidentemente, ma per subire un processo. E’ stato un colpo nello stomaco, di quelli da lasciare senza fiato.
E sono davvero rimasto senza fiato. Non avevo nemmeno notato che il P.G. Dr. Saveriano si era avvicinato a Marina e, con estrema delicatezza e quasi con fare protettivo, le aveva chiesto di allontanarsi. Me lo ha riferito Marina e mi ha chiesto di ringraziarlo. Lo farò. Mi ha anche chiesto quale fosse il significato della “passeggiata a Perugia” ed ho dovuto spiegarlo. Non è stato facile ed è stato angosciante vedere negli occhi di questa donna minuta ed irrimediabilmente piegata lo stupore, l’incredulità, la difficoltà a capire in che mondo sta (e stiamo) vivendo.
