Omicidio di Ladispoli: tutti gli interrogativi sulla morte del giovane Marco Vannini di Cerveteri • Terzo Binario News

Omicidio di Ladispoli: tutti gli interrogativi sulla morte del giovane Marco Vannini di Cerveteri

Mag 19, 2015 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

carabinieriUna vicenda ancora dai tanti punti interrogativi quella della morte del giovane Marco Vannini, 19enne di Cerveteri ferito a morte da un colpo di arma da fuoco partito dall’arma di Antonio Ciontoli, luogotenente della Marina Militare residente a Ladispoli.
Il giovane svolgeva la professione di bagnino presso lo stabilimento balneare di Ladispoli “Il Covo Beach bar” vicino Torre Flavia.

Omicidio colposo o gesto inconsulto? E’ questo il dubbio che attanaglia i cittadini di Cerveteri e Ladispoli, sgomenti di fronte alla notizia data ieri pomeriggio. Una vicenda delicata sulla quale cerchiamo di fare il punto.

LA CRONACA – La notizia della morte di un ragazzo trapela nel primo pomeriggio di ieri. “Un giovane di Cerveteri è morto per una ferita da arma da fuoco, una calibro nove, a Ladispoli”. Questa la notizia che arriva in redazione intorno alle 14. L’episodio sarebbe però avvenuto già da diverse ore. Parte subito la ricerca di notizie più precise su questo grave episodio, ma di fronte al diritto di cronaca un muro insormontabile. Nessuna agenzia ha la notizia ed ancora in serata nulla da altre fonti stampa. Un episodio così grave viene spesso riportato dalle cronache nazionali. Le forze dell’ordine non lasciano uscire nemmeno un dettaglio su questa vicenda, neppure una conferma o una smentita. Ma i nostri cronisti iniziano a delineare un quadro più chiaro della vicenda. La vittima sarebbe un giovane appena 19enne di Cerveteri di nome Marco, giunto poco dopo la mezzanotte al Posto di Primo intervento di Ladispoli con una ferita d’arma da fuoco ad un braccio. Le condizioni del giovane si aggravano presto. Si richiede un trasporto velocissimo ad un ospedale. Parte l’eliambulanza, ma il giovane non arriverà vivo al Gemelli. Il suo cuore avrebbe smesso di battere dopo una crisi cardiaca durante il trasporto.

I TANTI DUBBI – Si parla fin dall’inizio di un colpo accidentale dall’arma del militare 52enne a casa con la figlia ed il giovane Marco, mentre stava sistemando una pistola in suo possesso, ma sullo sfondo anche l’ipotesi dell’uccisione volontaria del giovane per una relazione non condivisa dalla famiglia. Ma non possono essere le chiacchiere di paese a dare una collocazione ad una vicenda così grave. Un professionista addestrato farebbe partire un colpo da una pistola in piena notte? Cosa ci faceva Marco nella stessa stanza di Ciontoli? Un genitore maneggerebbe la propria arma di fronte ad un giovanissimo fidanzato ed alla propria figlia? Di sicuro parliamo eventualmente di grave imprudenza. A nutrire i dubbi anche la Procura che ferma il 52enne per metterlo sotto interrogatorio.

I SOCCORSI – Il giovane ferito, sicuramente non in maniera lieve (un giovane atletico difficilmente sarebbe morto per una ferita di striscio ad un braccio), viene trasportato al Posto di Primo Intervento e non direttamente in un pronto soccorso. Al Poliambulatorio fatalità sembrerebbe lavorare la moglie di Ciontoli e di lei nelle ricostruzioni non si sa esattamente se fosse a casa. Chi ha operato questa decisione? Chi ha effettuato il trasporto? Verrebbe da pensare ad una prima sottovalutazione della gravità della situazione. Sembrerebbe che ci sia stata una chiamata al 118 intorno alle 23:30, poi annullata, fino ad una chiamata intorno alla mezzanotte e la corsa per salvare il ragazzo. Il Posto di Primo Intervento non è un pronto soccorso e l’episodio non richiedeva una medicazione. Quanto tempo è trascorso tra lo sparo e l’arrivo al PIT di Ladispoli? Quale il tempo passato dal giovane al PIT prima di decidere per il trasporto in Ospedale? Su questo stanno indagando gli inquirenti. Ogni minuto di questa vicenda dovrà essere vagliato per capire se era possibile salvare la vita a Marco.

LE VERSIONI –  Sembra che il giovane fosse a casa della fidanzata per dormire insieme a lei. La cosa farebbe pensare ad un rapporto di estrema confidenza con la famiglia. Se così fosse si propenderebbe più per la strada dell’incidente. Ma se invece Ciontoli fosse piombato all’improvviso a casa la questione avrebbe connotati del tutto più complessi.

Sta di fatto che incidente o meno la vicenda è estremamente complessa ed il giovane Marco, vita spezzata a soli 19 anni per una storia così assurda, merita giustizia. L’autopsia e le carte sicuramente nelle prossime ore ci diranno qualcosa di più. Sta di fatto che sia la comunità di Ladispoli che di Cerveteri sono scosse. Ad occuparsi delle indagini la Procura di Civitavecchia, affidate al pm Alessandra D’Amore.