“La situazione del mercato sfiora le condizioni dell’indecenza, ma a rischio c ‘è la tenuta commerciale di un territorio, di un sistema sociale ed economico.
Assurdo che in una settimana alcuni operatori possano lavorare, causa pioggia due giorni, che nel bilancio di una microazienda significano tanto in investimento e ricavi; in una piazza che ricorda zone degradate da quarto mondo, a poco a poco vengono meno clienti e dignità.
Ormai è a rischio un comparto storico, tradizionale, identitario della nostra città. Altro che Barcellona, progetti di ristorazione, consorzi tra operatori; ormai siamo al ”primum vivere”.
Se si avviasse una indagine sui flussi della clientela in questi ultimi dieci anni, si scoprirebbe che il calo, i mancati ricavi sono andati a vantaggio della media distribuzione alimentare , a margine del mercato storico.
Una situazione di degrado, di incompletezza, di incertezza crea problemi, allontana.
Se così fosse i prossimi due anni sarebbero tragici, in una situazione di frattura di quello che era un sistema commerciale perfetto e totalmente devastato da concorsi di idee, progetti faraonici, sconosciuti ai più, comparti alimentari, carenza di parcheggi e servizi.
Spero che ci si renda conto della situazione, confermata da una totale desertificazione dei negozi ,prima fiorenti ,che affollavano tutto il sistema.
Mi auguro che Confcommercio alla quale sono legato da sincero affetto, pur se impegnata in incontri, interlocuzioni e foto, faccia sentire la propria voce o meglio faccia una cosa che da 10 anni è assente dalla sua attività : convochi una assemblea pubblica faccia sentire le difficoltà ,anzi la sofferenza di imprese che tra ,impegno, dedizione competenza riescono a far vivere un sistema sociale, storico, commerciale, identitario. Un sistema di imprese che chiede solo, da 15 anni, di lavorare con certezza e con servizi adeguati, con e la fine di lavori ormai eterni”.
Tullio Nunzi
