“Il boom del turismo vale a Roma il 10% del pil.
A Civitavecchia non è ancora dato sapere, ma sicuramente si tratta di cifre superiori, tenendo conto che solo per gli occupati in un passato non recente si sfiorava l’11% .
Il porto batte i record ed il tutto si fa più ottimistico, visto che il settore delle crociere, fra i vari segmenti turistici, viene dato sempre più in espansione nei prossimi anni.
Sicuramente la città, pur nel suo caos e nell’incapacità di fare sistema, ne ha beneficiato.
La parola d’ordine del settore è sinergia, trasversalità, e sarebbe necessario arricchire il servizio che si offre con elementi ed attività legati alle nuove esigenze dei turisti.
Una indagine in tal senso risale a 20 anni fa e fu fatta da Confcommercio, non sarebbe male ripeterla.
Accessibilità, infrastrutture, servizi, arredo urbano: ci si sta lavorando, ma esiste un problema di messa in rete, oltre ad una attenzione maggiore.
Puoi avere un porto bellissimo ma se hai una stazione indecente, strade dissestate, e se fai un passo fuori dal porto e non c è integrazione con percorsi dello shopping, itinerari culturali ;viene meno ogni tipo di sinergia integrazione, trasversalità.
Forse una riflessione tra parti istituzionali ed imprese sarebbe utile in vista della prossima stagione, riflessione pubblica, che coinvolga la città che deve comprendere l’importanza di questo settore per la sua economia ed il suo sviluppo; in particolare dopo la decarbonizzazione ed adeguarsi dal punto di vista formativo e della qualità.
Invito rivolto all’Assessorato particolarmente attento al settore ,in contatto con gli stakeholders e consapevole che non cambiare niente non è certamente la soluzione”.
Tullio Nunzi
