“Abbiamo letto con molta attenzione il comunicato diffuso ieri dal sindacato USB sulla crisi sociale che soffoca Civitavecchia e sulle opportunità che il nostro territorio potrebbe mettere in campo per superarla.
Da quando abbiamo cominciato la nostra battaglia contro la realizzazione di nuovi impianti turbogas a Civitavecchia e per una giusta transizione ecologica, abbiamo incentrato ogni nostra iniziativa e ogni nostra rivendicazione sulla base di due convinzioni ben precise: da una parte il sostegno popolare ai progetti alternativi che prevedono la realizzazione in città di una nuova filiera industriale ad emissione zero; dall’altra il rifiuto di vecchie e dannose contrapposizioni tra ambiente, salute e diritto al buon lavoro;
In questi ultimi mesi tali convinzioni non sono rimaste sul libro dimenticato dei buoni propositi, ma hanno contribuito a consolidare quel fronte popolare capace di mettere in relazione associazioni, forze sindacali, comitati, studenti, studentesse, commercianti e cittadini di ogni età e di ogni categoria. Convinzioni che sono ormai patrimonio culturale di questa vertenza e che hanno avuto la capacità di farci andare oltre la semplice protesta concentrando gran parte delle nostre energie sull’elaborazione della proposta.
È soprattutto per questi motivi che consideriamo utile dar seguito all’appello dell’USB. Civitavecchia non può uscire da sola da questa crisi epocale. Servono pianificazione, investimenti pubblici e scelte lungimiranti. C’è bisogno di decidere insieme il futuro del nostro comprensorio e non di subire per l’ennesima volta scelte sbagliate calate dall’alto. E in questo senso, cosa aspettano le istituzioni a mettersi a lavoro per realizzare a Civitavecchia progetti per una portualità e una logistica sostenibile con energia autoprodotta; perché il Porto Bene Comune, che comprende anche un parco eolico offshore, non è ancora nel PNRR; perché il nostro porto non è inserito negli scali “Core” delle reti TEN-T?
A queste e a tante altre domande bisogna dare risposte serie e immediate. È per questo che non possiamo più stare fermi. Invitiamo dunque tutte le forze sindacali, associative e culturali del comprensorio a costruire insieme i prossimi momenti di confronto e mobilitazione pensando anche alla convocazione di uno sciopero generale cittadino.
Il futuro di Civitavecchia dipende anche da noi. Costruiamolo insieme: Next generation CV!”
Collettivo No al Fossile
Collettivo Verde Libera Tutti
Fridays for Future Civitavecchia
