Mazzarino sui tagli al terzo settore: "Riguarda tutto il Litorale Nord" • Terzo Binario News

Mazzarino sui tagli al terzo settore: “Riguarda tutto il Litorale Nord”

Gen 20, 2026 | Allumiere, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Politica, Regione Lazio

Bufera sul Terzo settore da parte della Regione Lazio.
Con Determinazione G17995 la Regione Lazio ha cancellato d’ufficio circa duemila Associazioni dal RUNTS (Registro Unico Nazionale Terzo Settore) che risultano inadempienti rispetto agli adempimenti di aggiornamento richiesti con Determinazione n.G08390 del 24/06/2024, rettificata con Determinazione n. G08745 del01/07/2024, “Diffida ad adempiere nei confronti degli Enti iscritti ….”.

La cancellazione comporterà il divieto di fregiarsi del titolo ETS (Ente del Terzo Settore) come pure “…ogni beneficio conseguente alla pregressa iscrizione nel Runts, con particolare riferimento alla possibilità di sottoscrivere con le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2 del decreto legislativo n. 165/2001, le convenzioni disciplinate dall’articolo 56 del decreto legislativo n.117/2017 o di partecipare a procedure di coprogrammazione o a coprogettazione con le medesime amministrazioni pubbliche…”.

Nell’elenco ci sono numerosi Enti del nostro Territorio, da Civitavecchia, Santa Marinella, Ladispoli Cerveteri, Bracciano Allumiere, ed è prevedibile che alcuni potranno anche fare ricorso, altri adatteranno il proprio operato ma anche che alcuni cesseranno le attività, peraltro cn obbligo di donare il proprio patrimonio ad enti in regola del Terzo Settore.

Spiccano, fra le altre, alcune Pro Loco ed associazioni ambientaliste di cui spesso abbiamo raccontato le attività che coinvolgevano centinaia di cittadini. Per onestà intellettuale va detto che la cosa è conseguenza di un riordino imposto a seguito del Decreto Legislativo del 3 luglio 2017 n. 117 e s.m.i, “Codice del Terzo Settore” ed in particolare l’art. 48 comma 4 e l’art. 54 e del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 15 settembre 2020 n. 106. Non di meno ci sentiamo di dire che la cosa lascia perplessi in quanto colpisce la parte più sana della società, quella dei volontari che tengono vivo un clima di convivenza sociale.

Certamente vi erano stati abusi nell’uso del Terzo Settore ma, per assurdo, ora vediamo che finisce per essere autorizzato e finanziato soltanto chi riesce a mantenere un volume di affari sufficiente a rispettare impegni burocratici, magari senza neanche rispettare in pieno quelli di rendicontazione. In altre parole più sei simile ad una azienda di affari e più sei in grado di fregiarti del titolo di Ente del Terzo Settore e quindi essere riconosciuto dalla Pubblica Amministrazione per attività istituzionali. Basta citare certe associazioni Pro Loco che ormai fatturano oltre un milione l’anno che non hanno difficoltà a pagare un commercialista anche se poi hanno molta ritrosia a rendicontare al comune le attività in forma analitica violando le regole della trasparenza.

Viceversa piccole associazioni che progettano tre o quattro attività sportive, culturali o ambientali ma non hanno un vero volume di affari, vengono penalizzate precludendo loro una serie di piccoli finanziamenti. In realtà già voci di corridoio parlano di qualche pezza che la Regione starebbe valutando, ma trattandosi di una manovra non certo ortodossa si rischia che la medicina sia peggiore della malattia che doveva curare ed assomigli molto, troppo, ad una sanatoria. Ovviamente questo non fermerà tutte le associazioni, molte delle quali ora dovranno però trovare una nuova dimensione, mentre i comuni dovranno mutare il proprio modus operandi. Ma il volontariato è tosto!”

cardinal Mazzarino