La sintesi del Cardinale sul consiglio di mercoledì
“La politica è il grembo in cui si sviluppa la guerra” (Carl von Clausewitz).
A questo aforisma del generale Von Clausewitz, ci permettiamo di aggiungere “…anche la pace, e talora anche l’amore, che non è bello se non è litigarello.
Come avevamo anticipato la volta precedente, sono cambiate alcune dinamiche nell’aula consiliare di Ladispoli, almeno momentaneamente, dove si è passato dal confronto acceso, anche troppo e a tratti volgare, alla trasformazione in un dibattito dai toni più bassi anche se non mancano contenuti importanti.
Però il risultato è sempre lo stesso, ovvero che la maggioranza pre-digerisce, magari controvoglia, gli ordini del capo e vota in modo acritico e con interventi tanto per dimostrare di avere segni di vita non solo vegetativa, e per una lotta a chi sia il più fido scudiero. Non che dall’opposizione si distruggano per combattere fino all’ultimo sangue, piuttosto prevale il senso di rassegnazione anche di fronte ad atti palesemente da combattere.
Ma il problema dell’opposizione è che i suoi principali componenti sono coinvolti mani e piedi nell’impostazione della variante del 2010 che oggi viene usata da Grando per cui i loro argomenti so tramutano in armi spuntate.
Gli unici che potrebbero rappresentare il nuovo sono i consiglieri di Ladispoli Attiva, non compromessi per assenza ai tempi dei fatti dei misfatti, ma sono decisamente troppo pavidi e con una preparazione troppo didascalica per essere efficaci. Il risultato è che chi saprebbe contrastare non può farlo in quanto colpevole progettista dello sfacelo urbanistico che oggi Grando completa, ovviamente a proprio favore, mentre chi rappresenta qualcosa di nuovo non ha la tecnica e, forse ingenuamente, si fida di chi invece è colpevole.
Unica costante è l’arroganza con la quale il sindaco ha rinfacciato tutto questo a tutti i suoi oppositori. Una arroganza verbale meno violenta del solito ma efficace.
Entrando nel merito del Consiglio diciamo che il primo punto è stato meramente tecnico e burocratico, quindi liquidato in neanche 5 minuti.
Il secondo punto, ossia la modifica del regolamento sulla concessione delle aree agli spettacoli viaggianti, ha visto il voto favorevole di tutti ma per sani motivi, soprattutto ripensando al buon leone Kimba a spasso per le vie di Ladispoli più per ritrovare la strada di casa che per istinti predatori e assassini.
Si è poi passati al punto sull’Olmetto dove l’amore ha trionfato e tutti hanno votato a favore per la modifica ed integrazione dei documenti precedenti, correggendo quelli che già a loro volta erano correzione di altri.
A lume di naso ci sembra che chi ha presentato i ricorsi di cui il sindaco si lamenta, avesse buone ragioni visto che le lettere che dovevano essere spedite ‘inderogabilmente’ entro aprile, subiranno un ulteriore ritardo e con pesanti modifiche.
Vedremo se e quanto queste correzioni saranno efficaci. Non è certo una bella figura per sindaco e tecnici che sembra siano stati bacchettati dal notaio.
Anche il timido intervento del consigliere Paparella è stato snobbato dal sindaco che con dribbling calcistico i è ben guardato dal rispondere alla domanda.
Si è poi passati al punto sul Piano Integrato di un nuovo insediamento commerciale in Fascia Aurelia, nei pressi della GdF.
Un insediamento commerciale nuovo e decisamente scollegato da qualsiasi pianificazione, in una zona afflitta dal problema del traffico in ingresso da nord a Ladispoli, queste cose sono state discusse ma in modo troppo approssimativo.
Si è detto che manca pianificazione e che il Piano del Traffico non sia neanche in cantiere, ed è vero. Ma il problema è che questo progetto serve a saziare le ambizioni di taluni soggetti troppo importanti per mantenere il dominio presente e futuro quindi… mutando motti infausti del passato, Credere obbedire e votare.
Successivamente si è passati al problema del mercato e li l’opposizione ha dimostrato a dir poco approssimazione e dilettantismo visto che ha chiesto, in aula, uno spostamento che precedentemente le era stato offerto ma aveva rifiutato.
La vicenda è assai complessa e sintomatica del livello di pressapochismo urbanistico nel quale però i soliti noti stanno pescando assai bene. Per riassumere premettiamo che ancora oggi il vero Piano Regolatore Vigente è quello del 1978.
Tutto il resto, devastazione inclusa, non nasce su un impianto organico ma a macchia di leopardo con operazioni ad personam. Però tutte queste operazioni ricalcano la variante, non ancora definitiva, progettata dall’amministrazione Paliotta.
Pertanto che l’area periferica in zona Caere Vetus, via Sironi, fosse destinata a qualcosa di compatibile con il mercato è stato deliberato dall’amministrazione Paliotta.
Oggi si decide di farci sorgere un mercato con una operazione di finanza creativa con valori di valutazione assai discutibili e che dovrebbe essere associata al progetto del Project Financing per la nuova scuola in zona Cerreto anche quello con una valutazione economica assai discutibile.
Parliamo di scambiare un terreno concedendo cubature per oltre 80 fra appartamenti e ville, tutto mentre il PRG vigente li immaginava solo terreni agricoli.
Questo incrocio di interessi vincolati fra loro sta creando un mostro amministrativo a favore di un solo soggetto che ne avrà un beneficio anche nella gara che dovrà essere svolta per la scuola da lui stesso progettata.
Il sindaco, per mettere una pezza, ha detto che il mercato cosiddetto “storico” resterà dov’è, e che gli incontri si faranno ma dopo aver deliberato. Ovviamente i fedeli consiglieri pasdaran della maggioranza sono stati inflessibili ed hanno approvato sulla fiducia.
Come si vede, ci sono ampi margini da discutere anche perché il sindaco Grando da sempre confonde programmazione e pianificazione con speculazione e saturazione, anche laddove lo strumento sia ancora provvisorio, ma la paura di perdere tempo e lasciare la palla ad altri è troppo alta per cui forza i tempi contando sulla convergenza pilotata di alcuni settori della Regione Lazio.
Si è passati poi al punto sulla riqualificazione aree di via Latina, un progetto tanto per cambiare Sara’94, un esempio di pessima amministrazione reiterata nei decenni da ben prima di Grando.
Si scambiano benefici su aree che da sempre sono di pubblico uso ma che non erano state acquisite come si sarebbe dovuto. Questo fa molto pendant con il discorso dello scambio delle aree dello skatepark di San Nicola, quasi tutto a favore dello stesso soggetto economico.
Ma fra questi ultimi punti solo a noi viene in mente la connessione di parole “danno erariale”?, che si applica anche a quei consiglieri troppo accondiscendenti verso deliberazioni che non appaiono corrette.
Deliberatamente tralasciamo di discutere l’ultimo punto che allungherebbe il discorso senza aggiungere molto.
In questo scialbo buonismo hanno brillato due siparietti. Il primo lo dobbiamo al consigliere Garau il quale, dopo l’ennesimo panegirico adulatorio del consigliere Perretta verso il sindaco, gli ha ricordato che il GrandoBoy Perretta di oggi è lo stesso che è stato fervido attivista nella sinistra, ha detto anche PD, dai tempi di Ciogli e Paliotta fino ad essere un candidato della lista Garau sindaco, ovviamente perdente.
La perrettiana risposta, sostanzialmente, è stata che così facendo li ha conosciuti dal di dentro ed ha scelto Grando perché lo ha visto migliore.
Il secondo siparietto è stato quando il sindaco Grando, quasi con una caduca lacrima, si è lamentato della violenza dei social verso chi esprime critiche contro di lui o contro chi scrive bene di lui.
Come diciamo sempre noi non comunichiamo sui social per scelta editoriale proprio perché, secondo noi, il 40% degli account sono farlocchi, bot oppure pilotati.
Se poi contiamo chi non riesce a scrivere decentemente pensieri compiuti arriviamo al 70%. Chi vuole ci legge e se vuole replica a favore o contro laddove altri ci spammano.
Chi ci legge può capire la differenza. Però, francamente, basta rileggere gli argomenti di certi account e con quali toni difendevano il sindaco, specialmente nella sua fase aulica, per capire che parliamo proprio di lacrime di coccodrillo.
Poi adesso si è dotato di un megafono di riferimento in stile “spezzeremo le reni alla Grecia”, e tutto quello che ruota intorno ai concerti non può proprio lamentarsi della comunicazione.
Magari il sindaco Grando potrebbe avere un rigurgito di autocritica e pensare che qualcuno che lo critica potrebbe avere delle valide ragioni“.
Mettere in discussione sé stessi è il modo migliore per capire gli altri” (Anonimo)
