Manutenzione delle strade a Cerveteri e Coop Tre Cervi, Marini: "Io non ho alcuna responsabilità nella vicenda" • Terzo Binario News

Manutenzione delle strade a Cerveteri e Coop Tre Cervi, Marini: “Io non ho alcuna responsabilità nella vicenda”

Apr 28, 2017 | Cerveteri, Città, Politica

Si discute ancora a Cerveteri sulla manutenzione delle strade. Dopo il ‘caso’ sollevato dal candidato sindaco del Pd Juri Marini che ha chiamato in causa proprio il vice sindaco nonché assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Giuseppe Zito, e la replica di quest’ultimo, ora a tornare sulla vicenda è proprio il candidato democrat. A non andare giù a Marini alcune delle esternazioni del numero due del palazzo comunale, che ha chiamato in causa anche il contenzioso tra il Comune e la Coop. Tre Cervi. “Non ho alcuna responsabilità nelle vicende che hanno portato il Comune e la Cooperativa in tribunale, non fosse altro perché al tempo dei fatti non ero neppure maggiorenne. La parola “famiglia” usata dal Vicesindaco si riferisce, con ogni evidenza, al fatto che- scrive Marini – il presidente di detta Cooperativa è mio zio, Massimo Marini. Una persona a cui va tutta la mia stima per il lavoro a scopo sociale fatto nei suoi decenni di onesta attività, attraverso cui ha dato a tante famiglie la possibilità di comprare una casa in edilizia economica e popolare, senza mai un problema, mai una denuncia, mai una carta fuori posto, e senza mai arricchirsi a livello personale. Ma pure se fosse stato una persona diversa, non mi risulta che esista alcuna legge che consenta di perseguire il nipote per eventuali illeciti commessi dallo zio. E’ poi falso che il Comune abbia versato 2 milioni di euro “per conto della Coop. Tre Cervi”, come dichiarato sempre dal Vicesindaco Zito, in quanto la sentenza ha stabilito che il debito in questione fosse in ‘solido’, non solo della Cooperativa. Secondo il tribunale infatti – prosegue il candidato sindaco nella sua nota – la responsabilità per quell’esproprio di quasi trent’anni fa era sia del Comune che della Cooperativa: del Comune per aver emesso l’atto in circa quattro mesi invece che tre; della Cooperativa per non essersi accorta di quel ritardo. In altre parole, se chiedi un permesso ad un ente, non basta che questo venga emesso, ti devi pure preoccupare che l’ente lo abbia emesso in modo regolare. Può sembrare assurdo ma è così, si chiama responsabilità ‘aquiliana’. Il debito in solido è stato stabilito a garanzia del creditore, perché impone di versare quanto dovuto anche se qualcuno dei debitori non è in grado di pagare la sua parte. Ed è esattamente il caso in questione, dal momento che questo tipo di Cooperative, per altro a responsabilità limitata, non possono detenere capitali se non per la diretta realizzazione degli scopi societari. Insomma, la Cooperativa non c’ha una lira, e non perché lo dico io, ma perché lo stabilisce la legge. Chi vuole quindi, se la può prendere con il tribunale che ha emesso la condanna in solido, oppure con gli uffici comunali che trent’anni fa hanno commesso quell’errore, invece di lanciare sgradevoli illazioni contro i proprietari, originari o successivi, delle case in edilizia economica e popolare che poi sono state costruite su quel terreno”. Per Marini insomma il punto è solo uno: il vice sindaco ha “dichiarato di aver fatto predisporre il progetto per la manutenzione stradale solo nel 2014, due anni dopo, e sei poi riuscito a dare il via ai lavori solo in questi giorni, nel 2017, guarda caso a ridosso della campagna elettorale”.