Sono passati esattamente due anni da quando il comune di Ladispoli approvò la proposta presentata dalla OPS Srl nella quale, in cambio della realizzazione di 6 varchi elettronici a Viale Italia, la ditta avrebbe ottenuto una proroga del contratto di ulteriori 6 anni.
A distanza di due anni non solo il comune al momento non sta beneficiando del servizio di varchi elettronici (abbiamo visto tutti durante la sagra l’apposizione delle tradizionali transenne), ma continua a rispondere di questa vicenda. Emerge infatti che la Wayap srl., società che opera nel settore della cartellonistica pubblicitaria, ha impugnato il silenzio dell’amministrazione a seguito della richiesta degli atti di affidamento del servizio e del contratto della OPS srl. Il comune, stando alla ricorrente, avrebbe negato gli atti di un contratto che si proroga ormai dal 2003.
Ma è l’ultima proroga a destare il maggiore clamore. La ditta infatti in cambio dei 6 varchi non ancora funzionanti, oltre alla proroga del contratto ha ottenuto l’annullamento del pagamento dell’affitto su tutti gli altri spazi pubblicitari della città di proprietà comunale. Il comune non incasserà introiti per 6 anni a fronte di un mancato servizio che genera alla OPS srl ulteriori introiti, il tutto senza l’applicazione di alcuna penale, né rescissione del contratto.
La Wayap oltre ad appellarsi alla mancata produzione da parte dell’amministrazione della documentazione contrattuale ha inoltre richiesto che si rivedano le procedure adottate in quanto a Ladispoli non sarebbe possibile partecipare a nessuna gara per la gestione degli impianti pubblicitari.
La questione varchi elettronici fece scalpore circa due anni fa. Gli impianti infatti si dimostrarono inadeguati fin dalla prima sera di accensione. Dei dispositivi rudimentali, senza alcuna omologazione per il loro scopo, realizzati e progettati a Ladispoli. Dispositivi ai quali è stata tolta dopo poche settimane la parte mobile diventando ormai da due anni impianti pubblicitari a tutti gli effetti, oltre che ingombro sulla carreggiata. Uno di questi è stato già divelto da un’automobile, mentre gli altri sono stati più volte colpiti in fase di manovra e di sosta. Paradossalmente al comune, che non incassa nulla dalla pubblicità che vi viene affissa, è affidata la manutenzione straordinaria. La rottura accidentale degli impianti quindi costa al comune nuovi soldi. Non è un caso che ancora non si è provveduto al ripristino del varco abbattuto, mentre altri hanno perso la parte superiore ed ora sono di fatto dei cestini e ricettacolo di immondizia oltre che nascondiglio per qualche ratto.
Vedremo ora quale sarà la decisione del giudice, fatto sta che è del tutto irrazionale essere trascinati in tribunale per la mancata concessione degli atti.
