Secondo l’assessora l’unità della maggioranza è soltanto millantata
Si discute anche nelle migliori famiglie politiche, ma galateo vuole che i mal di pancia interni rimangano tra i diretti interessati.
Evidentemente non la pensa così l’assessora alle politiche sociali del comune di Ladispoli Lucia Cordeschi, che aggiunge una altro negativo tassello alle tante vicende innescate finora.
Dopo aver fatto insorgere i genitori delle scuole e le famiglie assistite dai servizi sociali, l’assessora ora ha rivendicato il suo diritto di fare come le pare chiedendo con una lettera ai suoi colleghi di maggioranza di non interessarsi del suo settore se non tramite di lei.
In una lettera del 24 ottobre scorso indirizzata Al Sindaco, Alla Segretaria Comunale Dott.ssa Susanna Calandra Al Presidente del Consiglio Comunale Dott.ssa Antonia Maria Caredda Ai Consiglieri Comunali (tutti di maggioranza ed opposizione ndr.) Agli Assessori la Cordeschi scrive:
Gentili colleghi nei giorni passati si è verificato che un consigliere comunale della nostra maggioranza abbia cercato informazioni riguardanti i servizi gestiti dal mio assessorato. Per farlo, pur avendo da me ricevuto la piena disponibilità a collaborare per ottenere le informazioni di cui aveva bisogno, ha dichiarato di volersi rivolgere ai funzionari direttamente degli uffici, sostenendo che era un suo diritto farlo e che ne avrebbe ricavato una migliore comprensione del problema.
Ciò, al di là della spiacevole sensazione che ho personalmente provato di fronte alla evidente dimostrazione di sfiducia di un collega, peraltro immotivata, ha generato un rallentamento delle attività svolte dagli uffici, come noto già carenti di personale.
Se si valuta questa vicenda da un punto di vista politico, vale ricordare che all’inizio di questa ‘avventura amministrativa’ ciascuno di noi ha assunto un ruolo e delle deleghe che sta esercitando al massimo delle proprie possibilità e che non lo obbligano ma lo richiamano a dover condividere con i colleghi di maggioranza le proprie iniziative corrispondano esse a successi od insuccessi. Questo semplice criterio, se rispettato da tutti consente il mantenimento di buoni rapporti e soprattutto un regolare flusso di informazioni se ciascuno di noi rimane per i colleghi il referente per le deleghe che esercita. Al contrario si potrà soltanto assistere ad aggravio del lavoro degli assessori e dei delegati ed al sorgere di incomprensioni tra i colleghi di maggioranza, esponendoci ad una facile azione di detrazione da parte degli esponenti dell’opposizione.
Pertanto, dopo tale precisazione mi auspico che il fatto increscioso accaduto non si ripeta, e che invece si costruisca: l’unità millantata da tutta la nostra maggioranza, motivazione condivisa che ha generato la nostra vittoria per amministrare la Città.
Certa di avere il rispetto che io porto a tutti Voi colleghi ogni giorno, Vi porgo cordiali saluti.
La prima domanda che viene da porsi è: che necessità c’era di portare alla luce a tutti i consiglieri la questione? E’ vero infatti che il Movimento Civico Ladispoli città ha colto la palla al balzo per dimostrare come la maggioranza sia divisa, e come smentirli alla luce di quanto sopra scritto e reso noto?
Dalla lettera emerge anche che l’unità all’interno della maggioranza non è tanto reale, ma invece “millantata” (significato Vantato senza fondamento).

