Dopo il successo di “LiberArt”, Luisana si racconta: dagli esordi alle grandi mostre collettive che coinvolgono ogni volta un grandissimo numero di artisti
Se vuoi immergerti totalmente nell’arte, parlare con Luisana Leone (per tutti “Lulù”) è la cosa più naturale che si possa fare. La abbiamo incontrata in Piazza Risorgimento al Rifugio degli Elfi, in quello che da qualche tempo è divenuto il suo “quartier generale”, con in braccio la piccolissima Tiffany (una pelosetta a quattro zampe deliziosa), per scambiare qualche chiacchiera.
Nel caldo weekend della Festa della Liberazione, è stata la mente creativa di un evento di altissimo spessore che ha coinvolto un numero infinito di artisti e svariate realtà che la hanno saputa accompagnare meravigliosamente in questo “folle viaggio” artistico chiamato “LiberArt” e che ha trovato palcoscenico in Piazza Santa Maria a Cerveteri. Un centro storico gremitosi di pubblico, un evento di cui ne ha beneficiato anche il vicino Museo Nazionale Cerite, che complice anche l’ingresso gratuito previsto dal Ministero per la giornata del 25 Aprile è stato preso d’assalto da turisti e visitatori presenti.
Iniziamo l’intervista facendo subito un lungo passo all’indietro: negli ultimi anni stai lavorando molto su Cerveteri ma i “primi passi” li hai mossi a Ladispoli, dove tutt’oggi abiti
Sono nata a Napoli ma sono cresciuta a Ladispoli ed è proprio lì che ho dato vita al mio primo grande progetto artistico, quello che poi mi ha fatto conoscere al pubblico di tutto il Litorale, ovvero “Welcome to Ladispoliland”. Penso che possa nascere una forma d’arte in qualsiasi posto, in qualsiasi modo e così mi sono detta: perché non utilizzare proprio gli spazi della mia città come delle immense tele su cui dipingere? Chiaramente in maniera legale e con tutti i permessi del caso, ci tengo a specificarlo.
Penso che in tanti ci siano passati davanti alle ali dipinte all’entrata sud di Ladispoli, zona Palo, e abbiano sorriso! Sono lì per augurare un buon volo a chi entra e a chi esce. Tanti i messaggi e i riscontri positivi ricevuti dalle persone e questo sta a significare che il mio lavoro, che il mio pensiero, avevano lasciato il segno, avevano colpito il pubblico e ancora oggi mi inorgoglisce vedere sui social persone pubblicare un selfie o una foto di gruppo davanti a quel lavoro fatto con così tanto amore.
Poi con il tempo, sono iniziate le collaborazioni con altri artisti, le proposte di esporre le mie opere, i progetti e si è ampliato anche il giro di amici e di contatti. Tra queste, impossibile non nominare l’artista Daniele Giacomozzi, “GiacoArt”, che stimo e con il quale ho intrapreso questo percorso dall’inizio. Senza Giaco tanti progetti non avrei potuto realizzarli, quindi grazie. Ora è qualche anno che mi sto concentrando su Cerveteri e sono sincera: ho trovato un bell’ambiente, una bella ospitalità e soprattutto un grande riscontro da parte del pubblico.

Sei reduce dal successo straordinario chiamato “LiberArt”: tu non puoi dirlo, ma lo diciamo noi. Ti sei davvero superata! Come è nata l’idea di fare un evento simile, così grande, per la Festa della Liberazione a Cerveteri?
Semplice, volevamo festeggiare una delle date più importanti della storia d’Italia come il 25 Aprile, con un inno alla libertà e allora mi sono detta: cosa c’è di più libero dell’arte? Così è nata ‘LiberArt’, un evento straordinario che ha visto la partecipazione ed il lavoro incessante di tantissime persone, partendo da Fabrizio e Giorgio Consoli della Scuderia Romana La Tartaruga che con le auto d’epoca dei loro iscritti hanno fatto sì che l’apertura della mostra diventasse davvero un momento da ricordare.
Ma potrei continuare all’infinito con i ringraziamenti: come non citare il Gruppo Bandistico Cerite del Maestro Travagliati, che nonostante il gran caldo di quella mattina hanno continuato a suonare incessantemente per tutto il tempo! E ovviamente, un infinito grazie lo rivolgo a tutti gli artisti, gli amici, a chiunque c’è stato, a chiunque ha reso possibile che ‘LiberArt’ da sogno si tramutasse in realtà.


Su “LiberArt” c’è anche molto di più però da raccontare
Da artista e organizzatrice dell’evento posso affermare senza alcun dubbio di aver vissuto l’emozione e di aver ricevuto i “SI” più belli che si possano ricevere: poter annoverare tra gli ospiti una figura come “MobyDick”, uno street artist di fama internazionale, definito il Banksy degli animali, per la sua arte indissolubilmente legata alla tematica animalista penso sia un privilegio straordinario.
Un artista che si è dimostrato generoso e sin da subito attaccato al progetto di “LiberArt” e di Cerveteri: commovente la scelta di donare l’opera che aveva appena realizzato ad una Casa Famiglia del territorio, consegnata proprio mentre nella vicina Piazza Risorgimento si teneva una manifestazione, molto partecipata, contro la violenza sugli animali.
Elencare tutti gli artisti o ringraziarli singolarmente, anche se una menzione di cuore ci tengo a riservarla a Paolo Colasanti “Gojo”, street artist romano molto famoso che pur non avendo potuto prendere parte a ‘LiberArt’ è stato fonte di preziosi consigli e tanta amicizia, è praticamente impossibile: non ci basterebbero due giorni! Posso solamente dire che avere attorno a me un numero così alto di artisti, pittori, scultori, fotografi, ceramografi, musicisti, è stato il riconoscimento più bello che potessi ricevere come persona e come artista.

Ecco, Lulù e l’arte: ma cos’è per te l’arte?
L’arte è cura e mi sto impegnando per renderla il più accessibile a tutti, realizzando eventi gratuiti. Non trovo giusto, come purtroppo accade in numerose realtà, che l’artista debba pagare per esporre e questo è il mio modo di “combattere il sistema malato”. Il sogno è quello di riuscire a viaggiare e far viaggiare attraverso i miei colori, seminando positività e raccogliendo felicità.
L’arte è una parte fondamentale della mia vita. Non c’è un elemento, un fattore, un momento della quotidianità che non mi faccia pensare all’arte. Un tramonto, un paesaggio, i riflessi dei raggi del sole sul mare, tutto è arte.
L’arte è un momento di condivisione dove a contare è sì la bravura, lo stile, l’originalità, ma soprattutto è sentimento, è senso di libertà, è passione. Nel mio percorso ho avuto la fortuna di poter incontrare tante persone che pur non essendo degli artisti hanno fatto proprio il mio modo di interpretarla, persone che cercano di capire cosa voglio fare, come lo voglio fare e cosa voglio trasmettere.
Solamente per fare un esempio, in occasione di “LiberArt”, sebbene non sia solita chiedere, ho ricevuto un sostegno infinito da parte di tantissime realtà private che in diversi modi hanno scelto convintamente di dare forza al progetto. Anche in questo caso, sono talmente tante che potrei rischiare di dimenticarne qualcuna, ma non smetterò mai di ringraziarle.
Prima ci hai parlato di “MobyDick”, ma sono tante le collaborazioni che hai avviato in questi anni
Dalle origini, sono tante e prestigiose! Ho cominciato con “Il Fanciullo”, uno dei poeti urbani più seguiti a Roma, per poi proseguire con “Er Kaimano” e “Er Foco”. Ma cito anche con piacere la compagnia de “La Voce dell’Essere”, con la quale in più occasioni ho organizzato eventi, fino alle più recenti: tra i tanti, come non citare l’amico Roberto Paolini, il ceramografo etrusco di Cerveteri famoso in tutto il mondo e che ogni volta mi onora della sua presenza e amicizia.
E poi la lista è infinita, partendo da Sergio Bonafaccia, Maestro stimato e conosciuto per le sue importanti opere su Caravaggio, il Maestro Giuliano Gentile, altra istituzione artistica del nostro territorio, il Maestro Bruno Smocovich, Luca Girolami, il maestro Marco Di Francesco, Albertism, il fotografo dei tramonti più belli che ci siano Jonathan L’epèe Urbani, Valerio “Trek Pronesti”, Marian Rodriguez Vigil e tanti altri, come Albertism, Francesca Colaciello, Giulia Mosca, Valerio “Trek” Pronesti, Alessia Mazzarella, Giulia Mosca, Semprelucida, Veronica Pellegrini, Carmela Greco e tanti, tanti altri. Una famiglia che cresce ogni giorno, sempre di più.
Ogni tuo evento diventa una grande festa, come fai a riunire così tanti artisti?
Parto da un concetto base: l’arte è un bene di tutti. Di chi realizza le opere e di chi viene ad ammirarle.
Mi piace l’idea che nessuno si senta escluso, mi piace il concetto che l’arte, la bellezza, i sentimenti debbano essere condivisi. È chiaro, poi c’è sempre una scrematura o ci sono sempre delle opere che sono meno indicate per un evento ma si incastrano perfettamente in altri.
Ma alla base c’è la volontà di rendere tutti, chi in grande, chi in piccolo, protagonisti di un momento bello, di tre giorni della propria vita in cui tutti ci mettiamo in discussione, in cui tutti mostriamo il nostro lato più intimo e nascosto e che solamente su tela e con dei pennelli in mano riusciamo a tirare fuori.
Tanti degli artisti con cui ho avuto l’onore di collaborare ed esporre li ho contattati io nel corso del tempo, altri si sono uniti spontaneamente: ciò che ci unisce è l’amicizia, la voglia di stare insieme, di collaborare.
Ci sono amici e collaboratori che magari espongono un’opera sola, altri che non espongono nulla, ma che mettono ugualmente a disposizione le proprie competenze e conoscenze per fare in modo che non nasca una semplice mostra, ma l’evento da ricordare, l’evento capace di emozionarci ed emozionare. E personalmente, penso che tutto quanto è stato organizzato in questi anni, sia la conferma che il percorso intrapreso è quello giusto
Prossimi appuntamenti da segnare in agenda?
Ora è il momento di una pausa, per ricaricare le batterie, per dare vita a nuovi progetti e a nuove idee.
Ci rivedremo senza dubbio subito dopo l’Estate, per la precisione a settembre nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 in Sala Ruspoli a Cerveteri con una nuova mostra collettiva che come tradizione voglio dedicare a Marco Vannini, il cui ricordo e sorriso è sempre vivo dentro di me, e ai suoi meravigliosi genitori, Marina e Valerio, esempi di forza, di tenacia, di coraggio e resistenza che hanno combattuto per far ottenere a Marco, e a tutti i ragazzi come Marco, la dovuta giustizia.
E poi direttamente al nuovo anno, quando in occasione di San Valentino vorrei proporre la terza edizione di LoveArt, un format che nei primi due anni ha rappresentato un appuntamento di grande rilevanza per il territorio. Ma come sempre, l’arte è “valida tutti i giorni”: non escludo dunque ulteriori momenti d’incontro!
Ringraziamo Luisana per questa lunga intervista: sarà un piacere poterla ospitare nuovamente su TerzobinarioNews.it e di condividere con i lettori la sua arte e le sue iniziative
