Da sempre impegnato tra scienza e politica Filippo Moretti racconta la sua esperienza nel Comitato della Fondazione Diritti Genetici, fondata e presieduta da Mario Capanna. Incarico conferito dalla giunta regionale Polverini e giunto a scadenza. Ex consigliere e candidato sindaco del centrodestra a Ladispoli, appartenente a una delle famiglie pioniere della città, Moretti è biologo ricercatore presso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).
Dottor Moretti, che bilancio puoi trarre da questi anni passati alla Fondazione Diritti Genetici?
Un’esperienza senz’altro positiva dal punto di vista scientifico ma soprattutto da quello amministrativo, in relazione alle iniziative che deriveranno per Ladispoli. È stato gratificante lavorare affinché si potesse recuperare al patrimonio pubblico un edificio storico importante come il Castello dei Monteroni.
- La Fondazione si pone come ponte tra le istituzioni e il mondo scientifico. Che ruolo svolge in tal senso nella nostra Regione?
Il ruolo della Fondazione va visto a livello nazionale, più che regionale. La sua attività scientifica è indirizzata, infatti, ad interpretare in senso sociale ed etico il significato di tutte le più recenti scoperte in tema di biotecnologie, con particolare attenzione all’alimentazione umana.
- È stato da poco presentato il progetto della nuova sede della Fondazione presso il Castello dei Monteroni. Quale il valore aggiunto della sua presenza nel territorio di Ladispoli?
Al di la della mia veste scientifica di ricercatore, ma vedendo semplicemente da ladispolano l’iniziativa della Fondazione, ritengo importantissimo il lavoro di recupero ed apertura del Castellaccio dei Monteroni. Il progetto presentato è funzionale, rispettoso della struttura e pensato secondo i più moderni criteri di risparmio energetico. Il nostro Comune, al termine della ristrutturazione, avrà la disponibilità di tutto il piano terra dell’edificio senza aver dovuto contribuire alle spese per i lavori. In questo senso, va dato atto alla Fondazione di aver lavorato alacremente, nei due anni passati, per procurarsi le risorse necessarie, circa 3 milioni di euro. Nei lavori saranno comprese anche le sistemazioni esterne destinate a parcheggio e giardini.
Quanto all’uso che il Comune fare della parte assegnata, si parla ormai da tempo di un’area da destinare a museo nella quale si possano esporre tutti i più importanti ritrovamenti avvenuti nei siti archeologici del nostro territorio. C’è poi da considerare la ricaduta culturale che deriverà dalla presenza sul nostro territorio delle attività della Fondazione la quale, vale sottolinearlo, ha già sottoscritto un accordo affinché, nel 2015, si svolgano nel nostro Comune alcune iniziative legate a Milano Expò 2015. Indipendentemente dalla posizione che ciascuno di noi può avere nel dibattito OGM sì, OGM no, sarà senz’altro positivo il fatto che Ladispoli è destinata ad ospitare iniziative e convegni sul tema di livello internazionale.
- Ladispoli è stata dichiarata territorio libero da OGM (organismi geneticamente modificati). Che significa tale denominazione?
Dal mio punto di vista non ha una grande ricaduta pratica, la vedo più come un’affermazione di principio. Non è facile, oggigiorno, dire che si possa fare a meno degli OGM ed è altrettanto difficile dire che un territorio possa liberarsene. Attraverso gli OMG si producono alimenti e ciò può essere discutibile, ma si producono ormai anche tantissimi farmaci. Credo che, per affrontare un dibattito del genere, si debba conoscere con grande precisione la funzione che gli OGM svolgono in tanti settori diversi. Chissà , forse proprio la presenza sul nostro territorio della Fondazione dei Diritti Genetici potrà consentirci di dare le giuste risposte in un futuro molto prossimo.
- Il tuo mandato è giunto al termine. Il futuro prevede una riconferma o qualche altro incarico?
Se mi verrà richiesto, sono senz’altro disponibile a continuare nel mio incarico che, è bene ricordarlo, è a titolo completamente gratuito. Si tratterebbe ora di seguire la realizzazione delle opere e giungere finalmente all’apertura al pubblico del Castello.

