Rispetto è anche attenersi alle regole accettate dalla comunità.
Nel 1558, Giovanni Della Casa scrisse per Galeazzo Florimonte (“Galatheo”, nome latinizzato di Galeazzo) vescovo di Sessa Aurunca, un libro che descriveva il modo di comportarsi quando si è fra simili e ci si incontra, si mangia insieme o comunque si è nello stesso ambiente. Quel libro si chiama “Galateo”, dal nome del destinatario di quella raccolta di regole di convivenza civile, ed era indirizzato alla società benestante, che a quel tempo era limitata a coloro i quali appartenevano al censo più elevato, i nobili. Gli strati più poveri della popolazione avevano necessità di sopravvivere, ma quando si ha fame non si ha più rispetto del prossimo ed il galateo non ha ovviamente alcun senso. Il tempo è passato. Se ci riflettiamo, oggi qualsiasi famiglia in Italia ha molti “lussi” che un tempo erano riservati solo ai nobili più ricchi, pensiamo solo all’acqua corrente, alla corrente elettrica, agli elettrodomestici. Oggi, in un certo qual senso, siamo tutti “nobili” e, sebbene alcune regole previste da Della Casa siano ormai obsolete, la maggior parte restano semplici regole di convivenza “civile” che purtroppo oggi non si insegnano più ai nostri giovani.
Su proposta delle professoressa Fattoruso, è venuta quindi l’idea di organizzare un corso di galateo a Scuola per insegnare quella infinità di regole che ancora oggi si rivelano fondamentali per una civile convivenza quotidiana. Pensate che in alcuni Paesi del Nord Europa, come per esempio in Svezia, le norme di buon comportamento sono materia di insegnamento fin dai primi anni di scuola.
L’uomo ha bisogno di continue dimostrazioni della propria esistenza, e questa dimostrazione proviene dalle libere reazioni del prossimo. In effetti un conto è avere coscienza della propria esistenza provocando un cambiamento nell0’ambiente (rompendo un piatto o costruendo u manufatto), altro conto è avere questa dimostrazione osservando la reazione di un nostro simile alla nostra presenza. Se entro in un luogo e nessuno si volta, nessuno mi saluta amichevolmente, nessuno mi viene incontro, la mia sensazione è quella di “non esistere” e provo fastidio, irritazione avversione per i presenti perché non mi hanno dato segno del riconoscere la mia esistenza. Ovviamente molto diverso è se ricevo una accoglienza gentile e cortese, sinonimi di “ti ho visto ed esisti”.
Anche chi uccide, distrugge i beni comuni o comunque provoca reazioni negative dalla società (tanto meglio quanto sono più eclatanti), ha, in fondo, lo stesso obiettivo che viene nascosto da motivazioni politiche o religiose anche inesistenti. D’altro canto quale è l’insegnamento che spesso diamo ai nostri figli quando viene infastidito da un compagno? “Ignoralo, allontanati da lui!”. Non a caso la peggiore condanna che Dante immagina nel suo inferno, è il “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, che ora possiamo tradurre: “Non parlarne nel tuo libro immortale: fra 700 anni i loro nomi non saranno noti a nessuno!”. Invece il più grande insegnamento di Gesù è molto migliore di questo: “amalo”, cioè accoglilo, riconoscilo, fagli capire che è come te perché tu lo ami come te stesso.
Della Casa sottolinea comportamenti non automatici, comportamenti che l’individuo attua solo perché si trova nei pressi di qualcun altro. Se questi comportamenti, diciamo pure “non naturali”, vengono messi in atto, gli altri presenti comprendono che quella persona li riconosce come propri simili: sia l’estraneo che i presenti hanno avuto dimostrazione di esistere. Rispettare la regola, significa “riconoscere” che l’altro da sé “esiste”. Ecco perché è importante sin dalle scuole del primo ciclo informare i giovani ragazzi che esistono delle regole che le persone civili devono rispettare.
Il corso si terrà presso l’Istituto “Corrado Melone” ogni venerdì dalle 17.00 alle 18.00 fino al termine dell’anno scolastico, iniziando da venerdì 5 febbraio 2016. Per iscriversi o avere ulteriori informazioni sul corso, è sufficiente contattare la professoressa Fattoruso al numero 3895794336 o via e-mail: fattsandra@alice.it.
