Con l’apertura del modulo di medicina d’urgenza, con 10 posti letto, nell’ospedale San Paolo di Civitavecchia si realizza finalmente quanto previsto nel piano ospedaliero regionale e si completa un percorso logico che ha visto un rafforzamento dell’emergenza urgenza cittadina , prima con le 5 postazioni di Osservazione Breve Intensiva (OBI) utilizzate a partire dal dicembre 2019 e ora con questi 10 posti letto di degenza, che ampliano la nostra capacità di risposta e di accoglienza .
Il mondo dell’emergenza urgenza si è modificato radicalmente in questi anni, passando da un luogo di passaggio e smistamento a luogo di diagnosi e cura.
Questo ha provocato stravolgimenti organizzativi ma anche una crescita culturale dei medici urgentisti che si sono ritrovati a stabilizzare (sempre)e gestire (spesso), in proprio, svariati quadri clinici, partendo dalle patologie tempo-dipendenti: il trauma, l’infarto, l’ictus, le intossicazioni, fino a situazioni più tranquille.
- La specializzazione in medicina d’emergenza-urgenza(MEU) è stata inserita nel mondo universitario solo nel 2009 ,ed è presente in molte università italiane, molto in ritardo rispetto a molti paesi (USA, Canada, Australia, Israele, Regno Unito) e dal 2000 è ufficialmente incorporata nella tabella delle specialità mediche della Comunità Europea.
La specificità della MEU risiede nell’occuparsi trasversalmente di svariate patologie, abitualmente di pertinenza di molte altre specialità medico-chirurgiche, ma che vengono declinate nell’ambito dell’intervento in acuto.
L’approccio del medico d’urgenza è quindi un approccio olistico, a 360 gradi, e prevede quindi competenze trasversali.
Nè va dimenticato anche il ruolo sempre più marcato dell’infermiere di area critica nella gestione di questi pazienti che richiede competenze sempre più avanzate e specifiche e quindi è naturale prevedere a breve anche per gli infermieri un percorso universitario di specializzazione.
- Le 10 postazioni previste nel modulo, 8 in open space (spazio aperto che consente un controllo a vista dei pazienti da parte del personale sanitario) e 2 postazioni singole per l’isolamento o per pazienti in fase terminale, sono tutte dotate di strumentazioni all’avanguardia e di un monitoraggio continuo.
Le soluzioni adottate per i colori, i disegni, le luci, sono ottimali per garantire una degenza di alto livello anche dal punto di vista alberghiero.
Dal punto di vista strutturale – realizzativo, la realizzazione del nuovo modulo ingegnerizzato rappresenta una vera innovazione nel campo dell’edilizia sanitaria.
La particolarità di quest’opera è insita nel sistema costruttivo che ha caratteristiche di modularità a capriate metalliche, senza pilastri intermedi; questo permette di avere una grande flessibilità e fluidità degli spazi, ottimizzazione dei tempi di realizzazione senza rinunciare alle più alte prestazioni di comfort climatico ed acustico.
Rispondente all’evoluzioni esigenziali del Nosocomio può essere riconvertito qualora ci sia la necessità di esercitare un cambio di destinazione non comportando alcuna modifica a livello strutturale ed impiantistico.
Rispettoso dei requisiti strutturali e tecnologici, è stato concepito con una particolare attenzione agli aspetti di umanizzazione ed ergonomia degli ambienti.
All’interno vi sono stampe a controsoffitto che ricreano un cielo reale, illuminazioni ambientali a pavimento, visive di controllo trasparenti per facilitare le operazioni di controllo ed osservazione dei pazienti, segnaletica e diciture per l’identificazione degli ambienti.
L’opera è inoltre completa di tutte le attrezzature medicali di ultima generazione.
Il nuovo reparto di Medicina d’Urgenza, strettamente correlato al Pronto Soccorso, è sorto in pochi mesi, lo stesso edificato su un’area esterna ha fortemente mitigato l’impatto sulla continuità dell’attività sanitaria.
- La nuova struttura si colloca in adiacenza della stessa quota di calpestio del Presidio Ospedaliero ed è ad esso collegato per mezzo di un tunnel coibentato e climatizzato.
Il modulo di cui si discorre si configura come un polmone per l’Ospedale San Paolo, che permetterà tra l’altro di dare avvio ai lavori di adeguamento degli ambienti del Pronto Soccorso ospedaliero, in attuazione all’art.2 del DL 34/2020 e s.m.i., ospitando temporaneamente i pazienti originariamente destinati al suddetto dipartimento.
E’ stato pertanto creato un percorso coperto di accoglienza “camera calda”, antistante alla nuova struttura, per mezzo del quale gli operatori sanitari possano condurre, direttamente, gli utenti all’interno del reparto.
Un’opera, in conclusione, strategica e precorritrice dei continui cambi esigenziali legati all’esercizio dell’attività assistenziale.
