“A Santa Marinella a maggio si vota. E puntuale come le allergie primaverili torna anche il grande classico della politica locale: il riciclo. Non solo dei candidati, ma anche delle parole, degli insulti e delle accuse. Qui non si butta via niente: si conserva tutto, si aspetta qualche anno, e poi si rimette in circolo come se nulla fosse.
Il caso più interessante di questa stagione è quello di Emanuele Minghella, candidato sindaco del centrosinistra a geometria variabile, sostenuto – da lunedì 9 marzo – anche dalla Lista Tidei. Sì, proprio quella Lista Tidei che nel 2018 lo descriveva come incapace, responsabile del dissesto, equilibrista dei conti pubblici, politico di bassissimo livello e, ciliegina sulla torta, uno che sarebbe arrivato perfino a casa del sindaco per raccomandare il cognato alle elezioni di Civitavecchia.
Parole pesanti, di quelle che di solito chiudono una carriera.
A Santa Marinella invece aprono una coalizione.
Del resto anche Minghella, all’epoca, non era stato tenero. Tidei era diventato “il faraone”, politico dell’Ottocento, sempre pronto a riproporre la solita minestra riscaldata: terme, talassoterapia, grandi progetti annunciati e conti lasciati agli altri. Più che un programma amministrativo, un depliant da stabilimento termale.
Nel mezzo, l’uomo di fiducia e portavoce dello stesso Tidei, il fido Angeloni, chiedeva la sua cacciata dalla giunta, accusandolo non solo di aver contribuito al dissesto ma di continuare a bucherellare i conti del Comune con accordi poco vantaggiosi. Dissesto, conti bucati, incapacità, inaffidabilità. Mancava solo la richiesta di esilio politico e il quadro era completo.
Poi passa il tempo, cambiano le stagioni, e soprattutto si avvicinano le elezioni.
E miracolosamente gli incapaci diventano competenti, i responsabili del dissesto diventano risorse, i faraoni diventano alleati e i conti bucherellati diventano dettagli tecnici.
Così da lunedì la Lista Tidei sosterrà Minghella.
Tutti insieme, serenamente, come se il 2018 fosse stato solo un malinteso.
Una riconciliazione che nemmeno nelle fiction pomeridiane. Manca solo la musica di sottofondo, ma per quella si può sempre ricorrere al celebre bando per l’inno comunale, uno dei momenti più alti della produzione amministrativa minghelliana, quando la città arrancava e la priorità era trovare la tonalità giusta.
Tra Do maggiore e Deficit minore, la scelta non è mai stata facile.
Il curriculum, del resto, parla chiaro.
Minghella c’era con l’amministrazione Bacheca, c’era con Tidei, c’era quando si faceva il dissesto, c’era quando si dava la colpa al dissesto, c’era in maggioranza, c’era in opposizione, c’era prima, durante e dopo.
Più che una carriera politica, una presenza fissa.
Come i lampioni sul lungomare: magari sono spenti, ma ci sono sempre.
Indimenticabile anche il capitolo project financing per la passeggiata, poi definito “abortito”. Termine involontariamente perfetto per descrivere molte operazioni amministrative locali: annunciate con entusiasmo, finite nel nulla, ma sempre pronte a tornare in campagna elettorale come se niente fosse.
E resta negli archivi anche il video diventato famoso, in cui con ammirevole sincerità spiegava di aver perso credibilità perché un bando era stato vinto da chi aveva offerto di più, e non dalla ditta con cui collaborava da quattro anni.
Una frase che altrove chiuderebbe la discussione.
A Santa Marinella invece apre la candidatura a sindaco.
Come quando si scopre che per due anni il Comune avrebbe perso centomila euro di mancati pagamenti e il commento è: “speriamo che nessuno se ne accorga mai”.
Altro che trasparenza amministrativa: qui siamo al vetro oscurato.
Ora questo campione del bilancio creativo, questo equilibrista permanente della politica locale, questo uomo buono per tutte le stagioni si presenta come il volto nuovo.
Con il sostegno di chi ieri lo voleva fuori dalla giunta e oggi lo vuole in fascia tricolore.
A Santa Marinella più che le elezioni sembra andare in scena una rimpatriata.
Ex nemici che si abbracciano, vecchie accuse che spariscono, responsabilità che evaporano.
Minghella non è solo candidato.
È il riassunto, la sintesi, il cofanetto “Greatest Hits” degli ultimi quindici anni di politica cittadina.
Con bonus track finale:
gli insulti del 2018, rimasterizzati in versione 2026″.
Braccio da Montone
