Appuntamento domenica 27 gennaio alle 10 al Granarone di Cerveteri, dove si celebrerà per tutta la mattinata la Giornata delle Memorie, con testimonianze, fotografie ed espressioni artistiche a difesa di tutte le idee, di tutti i popoli, di tutte le identità, di tutte le differenze.
“La nostra città non dimentica, nessuno deve dimenticare”, detto il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci. “Attraverso le testimonianze e le espressioni artistiche, terremo alto il senso della Giornata delle Memorie. È un evento che ritengo importantissimo, che il Comune di Cerveteri ha patrocinato e sostenuto, ma che è nato dall’iniziativa di tanti cittadini di Cerveteri che ringrazio per l’eccellente lavoro fatto. In particolare, sono felice che i ragazzi del laboratorio d’arte dell’Istituto Enrico Mattei esporranno le proprie opere dedicate alla Memoria e al rispetto di tutti i popoli. Un ringraziamento speciale va al maestro Massimo Donato Pilia e alla cooperativa Solidarietà”.
“Durante la Giornata – ha illustrato il Sindaco – ascolteremo le testimonianze della Prof.ssa Stefania Buccioli del Museo della Shoah di Roma e di Bianca Bracci Torsi dell’ANPI. Siamo onorati di ospitare a Cerveteri due donne che da tutta la vita combattono strenuamente contro la violenza e l’oppressione. Ogni finestra del Granarone sarà allestita con una mostra fotografica e sarà proiettato un estratto del film “Le bambine dai capelli bianchi. La storia di Andra e Tatiana Bucci” prodotto dal Liceo Aristofane di Roma. Avremo poi altri preziosi contributi come quello di Grazia La Manna, di Miro Landoni e del consigliere comunale Stefano Bibbolino. Ognuno di loro ha voluto mettere del proprio ed offrire un diverso spunto per far conoscere ed approfondire, attraverso le emozioni e la storia, quello che ancora oggi, a più di 60 anni dall’atrocità della Shoah, rappresenta ancora un tabù. Ovviamente, sarà un’occasione per ricordare tutti gli altri stermini e i genocidi che, purtroppo, caratterizzano la nostra storia contemporanea e che non dovranno esserci mai più”.
