Incidenti a Roma: 111 morti nel 2019 • Terzo Binario News

Incidenti a Roma: 111 morti nel 2019

Dic 16, 2019 | Cronaca, Roma

“Nel 2019, dal 1 gennaio al 27 novembre gli operatori della Polizia Locale Roma Capitale sono intervenuti su circa 27.000 incidenti con danni a cose e a persone: su 108 di essi hanno perso la vita 111 utenti coinvolti (20% rispetto allo stesso periodo del 2018), e su 9.800 di essi hanno riportato lesioni 12.568 utenti e per 184 utenti (-12% sul dato 2018) la prognosi è stata più grave”. Questo quanto riportato dalla Polizia locale di Roma Capitale nel dossier all’interno del Rapporto 2019 sulle statistiche dell’incidentalità nei trasporti stradali pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“L’obiettivo della Sicurezza Stradale rimane una delle priorità a cui la Polizia Locale Roma Capitale propende attraverso il servizio di Polizia Stradale e molte altre attività connesse con un’attenzione particolare al monitoraggio di ogni evento e fenomeno che avviene sul territorio di competenza. Gli effetti di questo approccio sono una consapevolezza del “fenomeno emergenziale” attraverso un’attenzione maggiore nella fase di diagnosi e nella predisposizione di azioni più mirate alla prevenzione”.

“Gli incidenti rilevati (sia con soli danni a cose come quelli con feriti e mortali), riguardano quelli avvenuti su tutto il territorio del Comune, dentro e fuori dal GRA (escludendo lo stesso), nelle 24 ore dei 7 giorni della settimana”.

“Il numero di decessi a causa degli incidenti stradali, negli ultimi 10 anni, mostra una tendenza in calo pur rilevando una media di circa 146 deceduti nel quinquennio – è riportato – la media dei deceduti mensili nel 2006 era di 18 in un mese (un morto in strada ogni 2 giorni) con un picco storico di 29 deceduti, mentre nell’ultimo anno 2019 siamo scesi a circa 10 deceduti in media al mese con un picco di minimo storico pari a 3 deceduti”.

“In dieci anni (2008-2018): -2% annuo del numero di deceduti, un – 4% del numero di feriti e infine un -8% del numero delle prognosi riservate. Complessivamente una media di un calo annuo del 2-4% del numero di lesioni più o meno gravi”.

“Descrivendo l’analisi dei deceduti rilevati secondo la categoria di utente coinvolto, tra conducente passeggero e pedone, quest’ultimo risulta il più vulnerabile – è evidenziato – come già anticipato questo fenomeno è la prima emergenza a cui stiamo maggiormente dedicando ed investendo risorse con approcci più sistematici sia sul piano operativo che di controllo. La diminuzione denota un miglior livello di sicurezza, attiva e passiva dei veicoli ma mostra di fatto anche una vulnerabilità diversa per alcune utenze come: conducenti e pedoni”.

“Gli utenti più coinvolti che hanno riportato lesioni sono i conducenti delle due ruote ed il pedone che rappresenta l’utente più vulnerabile (movimenti meno controllabili e utilizzo della strada condizionato dall’età e dalla concentrazione della mobilità). Si evince, come dato significativo, proprio il numero dei decessi tra i pedoni nell’anno 2019 (37 morti) pari al 35% del totale (62 pedoni deceduti nell’anno 2018 pari al 44%)”.

Da segnalare come lo scontro frontale laterale “rappresenta il 27% di tutti gli eventi e indica una dinamica la cui modalità di urto produce la quantità maggiore di conseguenze lesive. L’ulteriore divisione con frontale/laterale “destro o sinistro” aumenta l’informazione che ci permette, per esempio, di monitorare le dinamiche degli eventi, nelle analisi di micro-aree, con un’indicazione maggiore. Il grado di coinvolgimento dei veicoli è per il 90% tra due veicoli e sono coinvolti secondo la motorizzazione e dal tipo di mobilità scelta”.

“La concentrazione di tale tipologia di eventi è per il 68% rilevata nelle intersezioni-nodi (13% semaforizzate) mentre per il 28% nei tratti rettilinei dove a causa delle numerose immissioni e manovre si rileva questa tipologia di dinamiche. Gli eventi legati a questo tipo di fenomeno sono dentro il progetto di analisi come obiettivo primario proprio rispetto ai comportamenti legati alla precedenza e alle manovre scorrette”.

L’investimento di pedone “rappresenta il 16% degli eventi è la natura degli eventi dove si registrano il numero più elevato di deceduti. I veicoli pesanti rappresentano per natura e struttura il mezzo più lesivo ma come possiamo notare anche il motociclo che per la sua particolarità di manovre “repentine” si rileva spesso compromettente per l’utente pedone. La struttura stradale più recidiva dove si rilevano maggiori eventi è per circa il 70 % collocata nei tratti rettilinei e il restante 30% nelle intersezioni (8% semaforizzate). La mappatura di questi punti e la funzione di ogni altro elemento strutturale connesso è alla base della strategia di indagine intrapresa”.

“L’ultimo anno di lavoro ha di fatto registrato un migliore livello di informazione che stiamo mettendo a disposizione, per ogni azione, attraverso un livello maggiore sia nella localizzazione degli eventi che nelle “misure” di concentrazione – ha concluso il rapporto – l’informazione passa dal riferimento toponomastico a definizioni di recidività spaziali più strutturate. Il contributo della Polizia Locale in questo senso mira ad una conoscenza maggiore del fenomeno e a favorire la crescita della “cultura della sicurezza stradale”.