A perdere la vita, uno specialista rumeno di 59 anni
Tre incidenti, tre morti. Un ‘operaicidio’, per utilizzare le parole della Cgil, che segna l’ennesima giornata di sangue nei cantieri italiani, questa volta in Abruzzo, Toscana e Sicilia. Una “emergenza nazionale” – come tuona la Cisl – che mette spalle al muro “chi ha responsabilità” affinché “agisca subito” sui fronti della prevenzione e del controllo.
La notte scorsa all’ospedale di Avezzano, in provincia dell’Aquila, è morto un operaio romeno di 59 anni, – residente a Civitavecchia – che era stato ricoverato dopo il ribaltamento di un mezzo meccanico durante una fase di scavo nel cantiere della nuova centrale idroelettrica in costruzione a Petrella Liri, frazione di Cappadocia.
L’uomo lavorava per una ditta impegnata nell’intervento per la realizzazione di un grande serbatoio idrico destinato ad approvvigionare una vasta porzione di territorio. Trasportato d’urgenza in ospedale dopo l’incidente morto in seguito alle forti emorragie e i molteplici gravi traumi riportati.
