In Nome del Popolo Inquinato: "Referendum per Csp a Civitavecchia" - Terzo Binario News

“Scriviamo in merito alla vicenda legata alla ricapitalizzazione ed approvazione del piano industriale ed economico della società comunale controllata C.S.P srl, per la quale è stata fissata la data del 30 Ottobre 2020, per discutere e approvare in consiglio comunale la delibera proposta dall’Assessore alle Partecipate Sig. Massimiliano Grasso.

Lo scrivente Movimento denominato “In nome del Popolo Inquinato”, regolarmente censito e legalmente registrato, con la presente comunica che:

° Letta attentamente la proposta di delibera che dovrà essere discussa;
° Preso atto che il contenuto della stessa praticamente è purtroppo simile alle situazioni venutesi a creare neI venti anni passati con le precedenti partecipate Etruria Servizi, HCS e Città Pulita, oggetto di concordato sulle cui cenerei è stata fondata CSP e soprattutto costate alla cittadinanza tutta ed al Comune di Civitavecchia una cifra che si aggira complessivamente intorno ai 40 milioni di euro, spesi perlopiù per risanare macroscopici errori di gestione ed una pianta organica sovradimensionata e formata quasi completamente da assunzioni per chiamata diretta dettate prevalentemente da raccomandazioni politiche, e senza procedere con una vera e propria selezione per titoli e meriti e/o per esperienze professionali maturate.

Che era ed è evidente che i costi fissi e variabili derivanti dal mantenimento di tale struttura (specie per quanto concerne le figure dirigenziali, quadri ed impiegatizie) erano e sono insostenibili per una città di circa 53.000 abitanti.

° Visto che nello specifico della Delibera si palesa la volontà di procedere alla esternalizzazione e privatizzazione di alcuni settori operativi, con ripercussioni serie dal punto di vista economico sulla già compromessa situazione societaria, come espressamente segnalato e riportato al socio unico dallo stesso Consiglio di Amministrazione di CSP;
° Constatato che il contenuto generale della delibera e delle azioni derivanti dalla stessa, non porterebbero alcun vantaggio o miglioramento per la tariffa sostenuta dai cittadini ma, per assurdo, potrebbe solo preparare il terreno a futuri danni erariali ed ulteriori interventi economici risanatori all’ennesima scelta sbagliata approvata per maggioranza politica;
° Considerato che le soluzioni che si andrebbero ad adottare non comporterebbero nessun reale miglioramento della situazione e non scongiurerebbero in futuro il crearsi di un miglioramento gestionale, produttivo economico e finanziario della società CSP;

° Preso atto che la Cittadinanza non vuole e non può mantenere in piedi una struttura inadeguata, insostenibile, mai oggetto di una vera e propria revisione e riorganizzazione aziendale e che, anche alla luce del momento economico ed occupazionale cittadino e nazionale, è assolutamente controproducente pensare nell’immediato e nel prossimo futuro, di intervenire, risanare la CSP solo ed esclusivamente per soddisfare le esigenze politiche;
° Constatato inoltre che da tempo i cittadini di Civitavecchia sono costretti a pagare uno dei più alti tributi d’Italia (TARI), per usufruire di uno dei servizi qualitativamente più scadenti e con una società pressoché priva di qualsivoglia struttura impiantistica di recupero/smaltimento necessaria a completare e chiudere il ciclo dei rifiuti prodotti dal proprio territorio;
° Preso atto inoltre che, essendo l’argomento di Squisito interesse della città ed essendo inoltre previsto che i cittadini possano chiedere di essere interpellati e che in tal senso è previsto un rinvio allo statuto comunale è previsto dal comma 3, dell’art. 8 del decreto legislativo n. 267/00 in merito alla previsione di forme di consultazione della popolazione, nonché alle procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi con la determinazione delle garanzie per il loro tempestivo esame.
La norma dispone che “possono” essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini, che (comma 4) devono comunque riguardare materie di esclusiva competenza locale.
Fermo restando l’obbligo di previsione degli istituti di partecipazione, il referendum, si configura, dunque, quale elemento meramente eventuale e facoltativo dello statuto comunale che, una volta previsto, deve essere compiutamente disciplinato dal regolamento.
Per tutto quanto sopra scritto , lo scrivente Movimento chiede al Sig Sindaco di posticipare la data del Consiglio Comunale, al fine di procedere alla Consultazione Popolare per far esprimere democraticamente ai cittadini il proprio consenso o dissenso in merito alla delibera CSP suddetta, oltre che esprimersi su altri quesiti referendari che le saranno ufficialmente recapitati nelle prossime ore;
Contrariamente, qualora si dovesse e decidesse comunque di procedere con l’approvazione della delibera proposta dall’Assessore Grasso, le saranno recapitate quanto previsto e necessario per l’istituzione di Referendum Abrogativo della Delibera eventualmente approvata”.

In Nome del Popolo Inquinato
Roberto De Vito PierLuigi Gorla

Pubblicato martedì, 27 Ottobre 2020 @ 10:23:05     © RIPRODUZIONE RISERVATA