Il Salone del Gusto di Torino vetrina internazionale per il pane giallo di Allumiere • Terzo Binario News

A palazzo camerale si è discusso della strada da seguire per portare il prodotto locale di qualità ad alti livelli commerciali

di Cristiana Vallarino

Decine di pagnotte di pane giallo di Allumiere sono al parco Dora di Torino, nello stand della Regione Lazio del Salone del Gusto – Terra madre. Il saporito carico era partito mercoledì sera dal paese, nell’auto di Alessandro Ansidoni, presidente della condotta Slow food locale, che lo ha passato ai suoi colleghi di Viterbo. Da lì tutta una tirata fino al capoluogo piemontese, dove è arrivato stamattina alle 6, in tempo per l’ianugurazione della manifestazione.

Le pagnotte saranno protagoniste, non solo per le degustazioni agli stand laziali: infatti ne accompagneranno molte altre in tutto il Salone, fino al 26. Lo ha spiegato proprio Ansidoni mercoledì pomeriggio, ai presenti intervenuti alla conferenza che annunciava appunto la presenza del pane allumierasco a Torino.

Nell’aula nobile di palazzo camerale il sindaco Luigi Landi ha fatto da padrone di casa introducendo i vari ospiti: per l’Università Agraria Antonio Vela e, in rappresentanza del presidente Daniele Cimaroli assente per motivi di salute, Luigi Artebani. Della UA pure Stefano De Paolis, anche e soprattutto imprenditore e produttore agricolo che fa da collante tra varie amministrazioni locali. E poi Ansidoni che, come Slow Food, ha collezionato una serie di successi sul fronte della tutela dei prodotti locali. C’era anche il consigliere comunale delegato alle tradizioni e al turismo Duccio Galimberti. E infine il professor Odoardo Basili dell’istituto Cardarelli di Tarquinia, esperto di grani antichi, che collabora col Comune nel biodistretto.

In sala, il sindaco del consiglio comunale dei ragazzi, Alessandro Paolucci e poi, oltre a studenti e docenti (tra cui la prof Erica Lalli) dell’Istituto alberghiero di Civitavecchia, in prima fila c’erano i tre panificatori di Allumiere, dei forni Pistola, La Bianca e Armani.

panificatori allumiere da sin pistola parigiani armani
I rappresentanti dei tre forni, da sin: Pistola, Parigiani, Armani. Nella foto del titolo da sin: Vela, Artebani, Basili, Landi, De Paolis, Ansidoni, Galimberti

Nei vari interventi – a cominciare da quello del sindaco – si è sottolineata l’importanza che ha ed ha avuto il pane di grano duro tipico di Allumiere nella vita del paese, fin da quando se ne hanno notizie ovvero a metà del 1800. Ma si è anche puntata l’attenzione – da parte di Artebani – sull’attività, ormai tutta biologica, dell’Università Agraria mirata ad immettere sul mercato sempre prodotti di buona qualità, dalla carne alla farina. De Paolis ha sottolineato il valore del “percorso virtuoso instaurato”, dicendosi davvero orgoglioso di poter dare il suo contributo.

Landi ha naturalmente reso merito ai suoi predecessori per il riconoscimento avuto dal pane giallo, da lui “ereditato”, assicurando il proprio impegno per proseguire spediti su questa linea. “Con la presenza del nostro pane a Torino, grazie alla Regione Lazio e all’Arsial – ha detto fra l’altro – si è sbloccata una situazione di stallo che permaneva da tempo. Con la sinergia tra enti sovracomunali come questi si possono davvero raggiungere risultati. Vogliamo arrivare a portare il pane giallo di Allumiere e i suoi panficatori a un livello alto, con una attenzione mediatica, e pure commerciale, sempre puntando alla qualità”.

Si è a lungo parlato di quanto si sta facendo per valorizzare i prodotti agricoli locali, primis i diversi tipi di grano che una volta erano presenti nel territorio e che si possono riprendere a coltivare, grazie anche al lavoro della sezione agraria dell’istituto Cardarelli (che ha instaurato una filiera di produzione di grani teneri e duri), aumentando le eccellenze e la riconoscibilità del territorio.

“Ancora non ci si rende conto di quello che il biodistretto possa diventare per il comprensorio, dove la cerealicoltura è documentata dal 400 dopo Cristo – ha detto l’esperto professor Basili -. Gli studenti, i giovani, devono essere parte attiva nel recuperare la parte storica e culturale del cibo e dei prodotti della terra. In questo senso si inserisce il progetto dei grani antichi, una cinquantina di linee quelle individuate e moltiplicate dentro la scuola, con la collaborazione della classe V. L’obiettivo è arrivare a individuare un numero di qualità da ricreare. Per esempio, potrebbero essere ricreate quelle utilizzate in passato quando nacque il pane giallo di Allumiere”.

Un pane di grano duro, sciapo, che si mantiene a lungo e che quindi era l’ideale per i pasti degli uomini che trascorrevano giorni lontano da casa. Pane che, oggi, viene realizzato dalle abili mani dei panificatori e cotto nei forni a legna secondo le antiche ricette ma con farine di grani provenienti prevalentemente dalla Puglia.

Ansidoni – da Landi definito “instancabile” nella sua passione per la tutela delle tradizioni gastronomiche locali – ha spiegato come il Salone del gusto, evento internazionale che ha già raccolto oltre 15mila contadini, in questa edizione 2022 sia davvero straordinario, arrivando dopo due anni di lavori da remoto causa Covid. Poi ha raccontato come lui, senza pensarci due volte, abbia accettato l’invito del presidente di Slow Food laziale che gli ha telefonato dalla Regione chiedendogli il pane di Allumiere per il Salone dedicato al grano.

“Ero sicuro – ha detto – che i tre panificatori avrebbero aderito con la loro consueta generosità. Tra l’altro ci hanno chiesto la nostra pasta madre per farne ingrediente di un pane “tradizionale italiano” che sarà creato sabato proprio al Salone, insieme a farine pugliesi. Questo risultato arriva dopo l’inserimento del pane giallo nell’Arca del gusto dei prodotti da difendere, più sensibili, che siano di qualità ma che raccontino una storia. Siamo saliti su un gradino, ma adesso da qui dobbiamo partire per un viaggio che porti davvero al rilancio di un cibo così importante e del territorio che rappresenta”. “Le tre famiglie dei panificatori – ha auspicato Ansidoni – vanno supportate: da enti locali e sovracomunali. Dobbiamo creare la comunità del pane giallo”.

C’è stato poi un breve intervento di ringraziamento di Pistola, a nome dei panificatori, che – ha detto – si confrontano per affrontare varie problematiche. Come quella del prezzo del pane, in zona, non aumentato, nonostante le difficoltà e l’impennata dei costi. “Doveroso ricordare in un momento simile quanto si sia speso su questo fronte Riccardo Rinaldi – ha detto il fornaio, ricordando l’ex sindaco allumierasco scomparso pochi mesi fa – Mio mentore, a cui devo l’idea di marchiare le nostre pagnotte, come facevano le massaie di una volta, per riconoscerle quando si portavano a cuocere tutte insieme nel forno del paese”.

A chiudere l’incontro è stato Aldo Frezza che, avendo ricoperto vari incarichi nell’Università Agraria e nei Gal, ha esortato l’amministrazione e tutti i presenti a lavorare in sinergia per riportare Allumiere e il suo comprensorio ai fasti dell’inizio del 1900, quando si aveva la maggiore produzione di grano in Italia, tanto da meritarsi un riconoscimento da Mussolini.

Pubblicato giovedì, 22 Settembre 2022 @ 21:53:43     © RIPRODUZIONE RISERVATA