Il primo maggio secondo un nostro lettore • Terzo Binario News

Il primo maggio secondo un nostro lettore

Apr 30, 2015 | Ladispoli, Politica

Riceviamo e pubblichiamo dal nostro lettore Sanseverino Mauriziofacente parte del meet up per il M5S di Ladispoli – Un primo maggio di lutto nazionale.

In fin dei conti era inevitabile che si creasse una spaccatura tra i cittadini italiani e la politica tradizionale. Era da tanti anni che i media televisivi e giornalistici riportavano continui ed infiniti scandali e scandaletti, corroborati da scuse platoniche dei rispettivi funzionari di partito che assicuravano che avrebbero affrontato la questione morale e che tali fatti non si sarebbero ripetuti mai più, salvo invece, ripetersi puntualmente anno dopo anno con sempre maggior frequenza e sempre più gravi. Era inevitabile che nascesse un movimento che interpretasse un simile malumore profondo del paese e che facesse man bassa dei voti dei delusi dalle forze politiche tradizionali, come ha fatto, poi, il movimento cinque stelle. Era scontato che i sogni, le speranze, la passione per l’onestà e la giustizia, la voglia di interpretare un paese che c’era sempre stato, si sarebbero spostati su una nuova forza che nasceva per responsabilizzare gli italiani, per renderli interpreti diretti della democrazia, per curare da se le proprie esigenze così ben esposte nella nostra costituzione. Un contratto sociale, quello che rende una nazione stato, è pur sempre un contratto. Funziona finchè le condizioni date vengono rispettate, se questo non accade, i contraenti litigano e il contratto decade. Ed è quello che sta succedendo oggi in Italia.

Sono stati firmati distrattamente accordi capestro internazionali che obbligano la politica di professione ad inseguire la finanza speculativa delle banche e delle multinazionali sul loro stesso terreno minato, costringendoli a restringere sempre più i cordoni dello stato sociale, rendendo le scuole un parcheggio per futuri disoccupati senza alcuna possibilità, rendendo gli ospedali e la sanità un labirinto crudele verso chi soffre e i trasporti pubblici, i beni comuni tutti, una scommessa già persa in partenza. Una rincorsa al compromesso al ribasso, una spirale che stritola dignità e diritti umani di cui non si vede e non sarebbe possibile mai vedere una fine. Perchè il binario su cui si procede è sempre quello, sempre lo stesso. Occorreva cambiare binario, procedere su uno nuovo, un binario che riportasse verso i più elementari diritti dell’uomo, come la Grecia non ha avuto la forza e il coraggio di fare. Ora c’è in parlamento una opposizione durissima e intransigente, che vuole ciò che è giusto senza dover mai scendere a compromessi con nessuno, senza ascoltare le elìte economiche e le loro lobby. Cittadini che difendono se stessi, che si impegnano dentro e fuori le istituzioni, che studiano e presiedono i loro territori come sentinelle, intervenendo attraverso gli strumenti della cittadinanza attiva. Per ora i partiti tradizionali e i loro funzionari della politica di professione, sono ancora più forti di noi, almeno nei numeri. Si alleano con governi tecnici, tecnico-politici o politici, con il comune denominatore delle cosiddette “ larghe intese “. tentano di porre un argine al dilagare della coscienza popolare in rete. Scatenano i loro guru della comunicazione, un’altra casta parassita consolidata, per denigrare e mentire. Le caste vogliono preservare se stesse e la loro esistenza, non migliorare le cose. L’Italia è diventato un paese bipolare, da una parte ci sono i privilegiati ed i loro privilegi, dall’altra il popolo che arranca e si dispera. Questi sono i due schieramenti.

I privilegiati non si lamentano perchè hanno le migliori scuole dove mandare a studiare i loro figli, hanno le migliori cliniche private per curarsi, possono permettersi di viaggiare in aereo o con l’alta velocità, se gli va bene con i voli blu o le auto blu, mentre il popolo va al lavoro con treni che sembrano carri bestiame, perennemente in ritardo. Si fanno fallire artigiani, piccoli e medi imprenditori, non si investe in ricerca e sviluppo. Non c’è uno straccio di piano di ripresa ventennale che dia al paese più creativo ed intraprendente del mondo, una possibilità di farcela. Tentano, per mantenere la baracca della partitocrazia, di tassarci perfino l’aria che respiriamo. Ci stanno togliendo il lavoro, la nostra è una repubblica fondata sul lavoro, eppure le persone si suicidano per i debiti, la crisi, da economica, è diventata esistenziale. Gli anziani sono diventati il welfare del paese, finchè campano, assistendo i familiari in difficoltà con le loro pensioni, mentre il fallimento del modello capitalistico globale fa entrare in Europa migliaia di rifugiati che fuggono la fame e la disperazione. Viviamo il primo Maggio non come una festa ma come un giorno di lutto nazionale. Questo è il paese che ci hanno lasciato, ed è su queste macerie che dovremo rimboccarci le maniche e ricostruire ma, per farlo, occorre una “ Norimberga “ che sancisca, finalmente, le colpe di una classe dirigenziale e politica fallimentare. Questi complici dello sfacelo devono andarsene a casa per sempre o in galera.

Chi vota distrattamente ma, ancor più chi, pur sapendo, continua a votare chi ci ha infilati nelle sabbie mobili della crisi, un giorno, quando questi non ci saranno più, dovranno incontrare il loro stesso sguardo in uno specchio, per sentire salire dal loro cuore la vergogna e dovranno necessariamente farsi schifo. Occorre svegliarsi ed agire, mettersi in gioco come meglio è possibile, contribuire, cooperare per renderci davvero una comunità degna di questo nome, con un contratto sociale che armonizzi il paese.