Helyos, via quattordicesima e ferie per aumentare il monte ore • Terzo Binario News

Helyos, via quattordicesima e ferie per aumentare il monte ore

Mar 22, 2017 | Città, Civitavecchia

Alzare il monte ore da 87mila a 93mila ma ‘eliminando’ la quattordicesima, la retribuzione dei giorni di ferie e i permessi. Sarebbe questa la proposta arrivata ai lavoratori Helyos che dal primo aprile saranno assorbiti dall’Ati Consorzio SGM/Scala Enterprice che si occuperà dei servizi di pulizia e portineria del comune di Civitavecchia.

In sostanza la ditta ha vinto l’appalto messo a gara dal comune ma con un monte ore inferiore: l’amministrazione comunale anziché richiedere un servizio per 103mila ore lavorate (come accade adesso) lo ha portato al ribasso, affidandolo per 87mila ore. Queste non basterebbero a garantire ai 75 lavoratori in capo alla Helyos di mantenere gli stessi standar occupazionali fin qui avuti. Nulla di grave, forse, per quei lavoratori che da 40 ore settimanali passerebbero a 36 e che da 36 arriverebbero a 30. Ma non per quei lavoratori, la maggior parte che da 24 ore settimanali passerebbero a 20. Con un ulteriore calo dello stipendio, già ad oggi troppo basso per garantire un tenore di vita standard. 

A quanto pare la ditta avrebbe già incontrato le organizzazioni sindacali e una rappresentanza dei lavoratori proponendo questa nuova formula: aggiungere sì 5mila ore di lavoro a quelle dell’appalto ma sottrarle, economicamente parlando, dalle ferie e dalla quattordicesima. Un cane che si morde la coda dunque. In questo modo i lavoratori non potrebbero più contare sulla quattordicesima mensilità, tantomeno sarebbero incentivati ad andare in ferie. 

Si è dunque al punto di partenza. Una vertenza in atto e il rischio per i lavoratori di non veder rispettati i propri parametri contrattuali. Dal canto loro i lavoratori si sarebbero presentati nuovamente questo pomeriggio sotto palazzo del Pincio per chiedere vicinanza e aiuto al sindaco Antonio Cozzolino. Sebbene il primo cittadino non sia andato a ‘colloquio’ con i lavoratori, abbandonando il palazzo comunale avrebbe incoraggiato i lavoratori ad avere fiducia nella trattativa che il Comune da una parte e i sindacati dall’altra stanno portando avanti.

Una ‘proposta’ quella fatta dall’Ati confermata anche dalla Rsa Cgil che torna a chiedere “che vengano assunti tutti i lavoratori alle stesse condizioni economiche, ma come già si era intuito dai precedenti incontri e dal consiglio comunale dello scorso 14 marzo, dove si è discussa appunto la vertenza Helyos, questo non sarà possibile. Le ore messe in gara d’appalto dall’attuale amministrazione comunale sono 87.820 anziché 103mila. Parliamo quindi – prosegue Ceccarelli – del 16% del taglio sul parametro lavorativo. L’azienda Sga Scala Enterprice è disponibile ad arrivare a 92.846 ore annue, detraendo ad ogni lavoratore una mensilità aggiuntiva e il 50% delle ferie, e si rende disponibile ad incrementare eventuali ore logicamente con un eventuale integrazione da parte dell’amministrazione comunale”. Dal canto suo “il Sindaco continua a scaricare le responsabilità sui sindacati – afferma la Rsa Filcam Cgil Chiara Ceccarelli – anziché ammettere che la colpa è solo della sua amministrazione, visto che il capitolato non lo scrive il sindacato. Scatenare una guerra tra poveri serve a coprire altro. Per atto di responsabilità – prosegue – chi rappresenta le istituzioni, dovrebbe sempre evitare di soffiare sul fuoco e dire la verità. Soprattutto se chi ascolta sono donne e uomini che lavorano senza essere pagati da troppo tempo e che rischiano di veder peggiorare ulteriormente la propria situazione economica. Oggi, invece, si è assistito ad altro tipo di atteggiamento. E questo non giova certo a una serena conclusione della vertenza”. 

I lavoratori tornano a puntare i riflettori anche sul mancato pagamento degli stipendi di febbraio. Sentita l’attuale ditta che si occupa del servizio e a cui fanno capo le lavoratrici, questa avrebbe riferito che il Comune sarebbe insolvente nei suoi confronti di tre fatture (da gennaio ad oggi), per non parlare dei 250mila euro che deve recuperare come da sentenza di tribunale. Un ritardo da parte del Comune nel pagamento delle fatture che avrebbe pertanto portato la ditta a non pagare ad oggi lo stipendio di febbraio. 

Dal canto loro i lavoratori già nella giornata di ieri avevano invitato gli amministratori di palazzo del Pincio a porsi come mediatore della vicenda affinché la ditta, prima del passaggio di consegne, saldi ‘i conti’ con i suoi lavoratori.